Bye bye Wes: bye bye Inter. L’indecorosa fine del ciclo nerazzurro

Era già tutto scritto da circa un anno. Si doveva solo capire in che modo e a favore di chi si sarebbe inesorabilmente consumato il divorzio tra Wesley Sneijder e l’Inter.

O forse era già scritto anche quello: si sapeva da circa un anno che a perderci, alla fine, sarebbe stata l’Inter, la squadra che ha fatto diventare grande Sneijder, ma che Sneijder ha fatto diventare grande, la più grande d’Europa, nel 2010.

Un olandese a Instanbul, un titolo che potrebbe far nascere un remake calcistico del celebre film di Alberto Sordi del 1954. Nella valigia di Sneijder entra tutto: la maglia numero 10 dell’Inter, che non conosceva proprietari così brillanti da tanto tempo e che, probabilmente, dovrà attendere anni prima di ritrovarne uno così. Il Triplete: lui, Wesley, è stato uno dei fari di quella squadra, uno dei protagonisti principali di quella cavalcata. Ma è meglio non ricordarlo troppo, o i tifosi nerazzurri che si troveranno a leggere questo articolo tenteranno più volte il suicidio.

Nella valigia di Sneijder entra anche Lele Oriali, uomo cacciato barbaramente da Moratti per lasciare operare da solo il figlioccio Branca: alla fine si sapeva che a perderci, anche qui, sarebbe stata l’Inter. Oriali si siede in poltrona ogni domenica dagli studi di Sport Mediaset e sotto sotto gongola come a dire “Ve l’avevo detto che stavate facendo una c***ata”. L’Inter e Branca arrancano in un mercato che finora ha portato alla Pinetina solo Tommaso Rocchi, un uomo che è l’emblema della difficoltà e della fatica. Il vice-Milito più vecchio di Milito. Una contraddizione in termini che solo Stramaccioni può spiegare, anzi no, non la può spiegare neanche lui.

Nella valigia di Sneijder entra l’orgoglio, quello che non gli è mai mancato anche in questi mesi in cui è stato trattato come l’ultimo arrivato, messo in disparte perché ad un certo punto “Non faceva più parte del progetto”. E’ vero, ha rifiutato di spalmarsi l’ingaggio ad una cifra leggermente più bassa rispetto a quanto percepiva, un rifiuto che ha portato tutti a definirlo mercenario. Un rifiuto che ha infastidito e non poco Moratti, che sperava che il suo pupillo capisse il momento di difficoltà economica che l’Italia e il calcio italiano stanno attraversando.

Ma lui non ha capito o non ha voluto capire. L’unico errore che si può imputare a Wes è stato quello di chiedere soldi per delle prestazioni maiuscole che solo lui sa dare. Il resto è pura follia della società Inter, di Marco Branca e di Andrea Stramaccioni che in questa vicenda ha lasciato emergere i suoi limiti e la sua inesperienza.

Perché sposare la linea della società quando è palese che la società stessa sta commettendo un errore? Perché non ribellarsi e cercare di trovare una soluzione?

Cara società Inter, perché non vendere in estate Sneijder ad un prezzo quattro volte superiore rispetto ai miseri 7,5 milioni con cui è stato regalato al Galatasaray? Perché privarsi dell’unico giocatore in grado di creare gioco e tenersi a casa uno come Gargano che il gioco lo fa fare agli avversari?

Una squadra mediocre, ecco cosa è diventata l’Inter del Triplete. Certo, nessuno pensa o ha mai pensato che sarebbe durata in eterno, ma un ciclo deve finire con dignità, con decoro, elementi necessari per costruirne un altro. Decoro che il club nerazzurro non ha avuto e che, a giudicare dai nomi che circolano per il mercato (uno su tutti Bellomo), continuerà a non avere.

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