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Giovani e talentuosi, ecco i nuovi giocatori d’azzardo

Dalle sue origini agli inizi del secolo XVII, il poker ne ha fatta di strada, cambiando il nome in diverse occasioni a seconda dello Stato d’adozione: da pochen in Germania a poque in Francia, fino alla statunitense New Orleans che ce lo tramanda nella sua forma attuale. Tendenzialmente considerato un gioco per le vecchie generazioni, il poker ha subito un’impennata in popolarità negli ultimi tempi, che ha portato a un aumento sostanziale nel numero di giocatori di giovane età.

Sarà merito del crescente spazio dedicato al celebre gioco d’azzardo in tv, a partire dal noto Poker1mania trasmesso in Italia dal 2007, o di altri mezzi di comunicazione digitale. Quel che è certo è il costante aumento di giovani connazionali che si sono avvicinati al poker nell’ultimo anno, come dimostrano i dati forniti dall’Osservatorio Young Millennials Monitor di Nomisma e l’Università di Bologna: un milione e 240mila studenti ci hanno giocato almeno una volta, il 27% ha provato due tipi di gioco nel 2016 e l’11% tre o quattro.

Basta dare un’occhiata alla top ten dei giocatori più forti di sempre per rendersi conto non solo delle loro enormi vittorie, ma anche della giovane età di alcuni campioni. Dietro all’indiscusso canadese Daniel Negreanu e allo statunitense Erik Seidel, con rispettivamente trenta e ventisette milioni di dollari, troviamo in ottava posizione il tedesco Fedor Holz, con diciannove milioni e solo ventenne. Non certamente una questione di solo fortuna, ma anche tanta capacità di previsione e calcolo, oltre che a un’indiscussa abilità nel bluff, sono solo alcune delle caratteristiche che rendono il poker sempre più attraente.

Qual è però il futuro del gioco d’azzardo? Senz’ombra di dubbio la rete e i cellulari che hanno permesso a chiunque di accedere ai casinò online in modo semplice e continuativo. Opinione a cui sono giunti di comune accordo gli osservatori responsabili di vigilare sulla diffusione del gioco d’azzardo nel nostro Paese basandosi sulle evidenze degli ultimi tre anni. Tutti ne possiedono uno, e giocare, soprattutto per i giovani, diventerà sempre più una pratica abituale, un divertimento di cui godere comodamente seduti sul divano di casa.

Ma le previsioni non finiscono qui, perché oltre al poker esiste anche un altro gioco che verrà toccato da questo importante cambio generazionale: il bridge. Nobile e antico di origini, questo gioco viene tuttavia troppo spesso associato alle vecchie generazioni ottuagenarie, a emozioni scarse o inesistenti, a partite pomeridiane tra amici di vecchia data. Insomma, non un’attività emozionante come il Texas Hold’em, soprattutto per i più giovani. Ma attenzione, perché Maureen Hiron, corrispondente dell’Independent, ha creato una versione semplificata del gioco chiamata abridged, che dopo aver conquistato gli Stati Uniti promette di raggiungere le sponde del Vecchio Continente. Una nuova versione apparentemente per tutti, più semplice, scattante come i giovani che la giocheranno.

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Su Luca Landoni

Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Lombardia, mi occupo di sport, musica, spettacolo, politica, gossip e cultura: insomma, tutto e il contrario di tutto. Amante degli sport olimpici e del calcio minore. Ho praticato calcio, tennis, atletica leggera, tiro con l'arco e Pokemon GO. Milanese emigrato, vivo in Trentino. Contatto: info@direttaradio.it