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Roma-Inter 4-0. Ranieri: “Che batosta!” Dal filotto al ri-tracollo nerazzurro.

Vergogna. Sconforto. Incredulità. Sono parole e sentimenti che si accompagnano perfettamente alla ‘prestazione’ dell’Inter di Ranieri quest’oggi contro la Roma.

Una squadra mai scesa in campo. O forse scesa in campo talmente male, che sarebbe stato meglio se fosse rimasta negli spogliatoi.

Dalla gara di oggi emergono le lacune che il Palermo aveva fatto emergere mercoledì sera, lacune che Ranieri sembrava aver riempito in quel filotto di vittorie aveva riavvicinato l’Inter alla parola “scudetto”.

Il che sa di grottesco, a guardare la partita dell’Olimpico. Dodici minuti e Juan la mette dentro, ma il vantaggio giallorosso poteva avvenire già molto prima.

Una difesa improponibile, tenuta (a caso, o per scelta?) alta, quando ormai tutti sanno che ‘difesa bassa’ sta a ‘Inter’ come ‘Di Natale’ sta a ‘Udinese’.

La linea difensiva bassa, la squadra rintanata nella propria area di rigore, erano la quintessenza dell’Inter di Mourinho, ma anche della squadra operaia che ha creato Ranieri. Ma la classe operaia, si sa, va in sciopero.

E oggi in sciopero totale, dal primo all’ultimo membro e dal primo all’ultimo minuto.

Da Julio Cesar, che già mercoledì contro il Palermo non aveva dato segnali confortanti: oggi qualunque tiro della Roma sarebbe potuto entrare facilmente in porta.

A Lucio e Samuel: se mercoledì erano partite le critiche verso Ranocchia, autore di una brutta prestazione, oggi i veterani non hanno certo dato il buon esempio.

A Maicon, che ormai è la controfigura di se stesso. Corricchia, è svogliato, sia in fase difensiva che in fase offensiva, dove invece dovrebbe essere l’arma in più dell’Inter.

Ma almeno i nerazzurri, contro il Palermo, avevano segnato quattro gol e creato altre occasioni da rete. Contro la Roma, invece, un solo tiro in porta. Di Milito, chi se non lui, che si è bevuto mezza difesa della Roma e ha tirato tra le braccia di Stekelenburg. L’unica conclusione verso la porta della Roma.

Troppo poco, anche per una squadra operaia come questa Inter. Certo, le assenze di Sneijder e Forlan non aiutano. Ma non possono essere un alibi.

Capitolo mercato. Ranieri ha fatto di tutto per trattenere Motta: ora si capisce il perché. Senza di lui, Cambiasso sembra aver perso un pezzo di sè e Palombo non è ancora entrato nel meccanismo. Guarin? Queste le parole di Ranieri: “Mah, è arrivato con un problema al gemello”. Due parole, che fanno capire la considerazione che il tecnico ha del nuovo acquisto.

“Tirare una riga e guardare avanti” dice il tecnico nerazzurro, “Non siamo più noi stessi”.

Già, caro Ranieri, l’Inter non è più se stessa da un paio d’anni.

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