Inter, terremoto Gasperini: “Non hanno capito il mio calcio”

Da leggere tutta d’un fiato l’intervista di Gian Piero Gasperini uscita questa mattina sulla Gazzetta dello Sport. Noi di direttaradio.it ve ne diamo qualche assaggio, commentandola.

Dal mercato, al modulo, alla gestione dei giocatori. Non c’è nulla della breve epoca-Gasperini che sia andato a genio all’ex tecnico nerazzurro.

“Moratti mi spiegò del fair-play finanziario, che sarebbe dovuto partire un pezzo grosso, ma che Eto’o sarebbe rimasto. Io volevo Palacio, con il tridente Milito-Palacio-Eto’o avrei sfidato il mondo”. Si capisce molto bene da queste affermazioni che il ‘pezzo grosso’ che sarebbe dovuto partire per Gasperini era Sneijder, che non rientrava nel suo credo tattico.

Gasperini afferma di aver chiesto alla società un attaccante (Palacio), un centrocampista e un difensore, visto che la difesa era il reparto meno giovane.

“Mi piaceva Nainggolan, ma non era ritenuto da Inter. Fui accontentato almeno con Thiago Motta, a cui l’Inter aveva chiesto di trovarsi una squadra, e con Milito, che ha rifiutato una grande offerta. Volevo tre acquisti, non nove come poi ha fatto l’Inter: alla faccia del fair-play”.

Dichiarazioni pesanti, che criticano ferocemente la linea della società nella campagna acquisti estivi. La ricerca di giocatori forti ma poco abbordabili per la situazione economica nerazzurra, ha distolto alla fine da quelli che erano i piani del tecnico, che infatti è durato poco.

“Ero pronto a lanciare giovani come Coutinho e Castaignos, ma allora perché prendere Zarate e Forlan che li chiudono?”

Col senno di poi, il Gasp aveva ragione. Zarate, non pervenuto. Forlan, sempre infortunato. Ma ancor più clamorose sono le dichiarazioni che l’allenatore rilascia su Balotelli.

“A Dublino Moratti mi parlò della possibilità di riprendere Mario. Forse aveva parlato con Mancini. Mi spiegò però che eravamo i soli all’Inter a volerlo. Presidente e allenatore: pensavo bastasse”.

In una grande squadra, se un giocatore non è ben accolto nello spogliatoio, sono noti a tutti i problemi che può creare. E Balotelli non si era di certo lasciato bene con lo spogliatoio dell’Inter. Forse il pensiero di Gasperini si è rivelato, in questa situazione, un po’ troppo all’antica.

Dal mercato, Gasp ha analizzato la differenza di vedute tra il suo credo tattico e la società, che, a detta dell’ex tecnico del Genoa, ha ridotto tutto alla difesa a tre.

“Dicevo alla squadra di rubare palla e non aspettare che la perdessero gli altri, ma loro avevano paura degli spazi che si lasciavano dietro e scappavano”.

Secondo Gasperini il rapporto con i giocatori era ottimo, ma si sono fatti trascinare dallo scetticismo dell’ambiente: emblematica la partita di Novara.

Chiusura con frecciata molto pesante a Moratti e alla società Inter: “Il calcio è evoluzione, chi resta fermo a ripetere le cose che ha sempre fatto è antico”.

All’Inter del dopo Mou, contano più i tecnici esonerati che quello che siede in panchina. Da Benitez, a Leonardo, a Gasperini. L’estate prossima, conteranno anche le dichiarazioni di Claudio Ranieri?

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