Inter-Milan in Cina nel 150° dall’unità d’Italia. Quando i soldi contano più dei valori! La protesta delle curve

Se giocare la Supercoppa di Lega in Cina è vantaggioso a livello economico per i due club, ma soprattutto per la Lega Calcio che prenderà un bel po’ di soldi, sicuramente non è vantaggioso per i tifosi che anzi dovranno tirare fuori molti euro per seguire la propria squadra del cuore. La notizia di oggi però è che le due curve hanno preso una posizione ben precisa di comune accordo, cioè quella di desertere la partita. I motivi sono logici: “Pazzesco spendere 1000 euro per seguire una partita, quando è tutto l’anno che politici e sportivi continuano a festeggiare i 150 anni dell’Unità di Italia e alla prima occasione si pensa solo al business!“.

Anche nel 2009 la Supercoppa fu giocata al “Nido d’Uccello” di Pechino, ma le due curve dello stadio si colorarono di biancoceleste e nerazzurro. Si giocava infatti Inter-Lazio. Ma quest’anno sarà diverso, anche perchè la Rai ha già comunicato di far vedere la partita in diretta e anche l’orario è accessibile per tutti. Almeno questa infatti è stata un’accortezza della Lega Calcio che nonostante il fuso orario ha deciso di far giocare la gara in un’orario accettabile anche per l’Italia. Si giocherà infatti il 6 agosto alle ore 14.00.

Ecco quanto si legge sui siti delle due curve, iniziando dalla nord interista: “Ma come? È tutto l’anno che si sventolano con tanto orgoglio i tricolori per il 150˚ anniversario dell’Unità d’Italia e basta un pugno di soldi per trasferire un tradizionale evento nostrano dall’altra parte del mondo senza provare alcun imbarazzo proprio durante l’annuale celebrazione del nostro Paese? Di questo passo finiremo con vedere la finale di Coppa Italia in Svezia o l’ultima di campionato in casa negli Emirati Arabi con inizio alle 23.30!“. Duro e ironico l’attacco della nord, invece più motivato quello della curva sud rossonera: “Ovviamente non ce l’abbiamo col Milan e con la nostra società. Troviamo semplicemente scandaloso che uno debba spendere mille euro, se va bene, per arrivare fino in Cina per vedere il derby di Milano. Anche le nostre sezioni non parteciperanno a questa trasferta assurda e costosa. Perché, sia ben inteso, a noi le trasferte e i biglietti non ce li regala nessuno“. E anche noi sottolineamo lo schifo di questa decisione fatta solo per imbottire le tasche dei capi del calcio, uno sport che va avanti solo grazie ai milioni di tifosi che però costantemente vengono presi a schiaffi da scandali, scommesse, partite truccate, decisioni insensate e derby cittadini durante il 150° dall’Unità di Italia giocati in Cina.

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About Andrea Izzo

Appassionato di calcio e di musica, ex nuotatore che si dilettava sui campetti di periferia cercando di imitare, con scarsi risultati, gli idoli Roberto Baggio e Manuel Rui Costa. Sin dalla sua nascita ho collaborato come redattore per Gamefox Network che mi ha fatto scoprire la passione per la scrittura e per il web.