Il Parma è fallito: ora cosa succede?

Ora è ufficiale. Il Parma è fallito. Il giudice Pietro Rogato ha nominato i curatori fallimentari Alberto Guiotto ed Angelo Anedda.

Era inevitabile, considerando che il rappresentante gialloblù membro del Collegio sindacale – avvocato Riccobene – aveva già anticipato l’esito scontato stamattina. Inoltre Pietro Manenti, proprietario del club fermato ieri, aveva fatto sapere che non si sarebbe presentato all’udienza durata 10 minuti. Non è mai stato presentato – malgrado le promesse – alcun piano di rientro.

Ora, si presume in un mese e mezzo, i curatori dovranno effettuare una valutazione del Parma comprensiva di beni e proprietà oltre alla stima – ben più dolorosa – dei debiti Intanto scatta l’esercizio provvisorio che – coi 5 milioni delibrati dalla Lega Calcio – dovrebbe consentire al club di arrivare al termine del campionato di Serie A. Riccobene ha assicurato he Parma-Torino si giocherà.

Ci potranno essere 2 aste fallimentari una volta concluso il lavoro di Anedda e Guiotto: qualora una di queste aste dovesse andare a buon fine con un soggetto in grado di accollarsi dei debiti ingenti – che potrebbero calare in caso di accordi con i vari creditori –  il Parma potrebbe ripartire dalla B

La via più probabile è però quella della costituzione di una nuova società che parta dai diletanti con un’altra denominazione. In seguito potrebbe essere riacquisito il “titolo sportivo” come accadde ala Fiorentina – per fare un esempio – dopo il fallimento Cecchi Gori.

 

Stefano Beccaece (On Twitter @Cecegol)

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