Wednesday , 20 November 2019

Aspettando Inter-Juve: lo stato delle due squadre

Che sia il vero ‘Derby d’Italia’ o meno, Inter-Juventus è una delle partite clou del campionato di Serie A. Soprattutto le sfide del dopo-Calciopoli sono sempre state precedute da polemiche feroci (spesso avviate dai vertici della Juventus) per via dello scudetto del 2006.

Ma questa Inter-Juventus avrà un’importanza particolare. Perché i bianconeri sono primi nella classifica di un campionato che si sta livellando sempre di più (verso il basso o verso l’alto?) e perché i nerazzurri sono quintultimi, in netta difficoltà dal punto di vista fisico e del gioco.

CHE ARIA TIRA? Il nuovo stadio e i buoni risultati della squadra hanno portato un’atmosfera esaltante a Vinovo. Anche se la filosofia dell’allenatore è quella di rimanere con i piedi per terra, la tifoseria è convinta che quest’anno possano essere cancellati i due settimi posti delle scorse stagioni. La prova di forza col Milan ne è una testimonianza.

L’atmosfera in casa nerazzurra è totalmente diversa. Gli uomini di Ranieri continuano a lavorare “con uno spirito che farebbe invidia a qualsiasi allenatore”, ma i risultati non sono confortanti, almeno in campionato: due vittorie contro Chievo e Bologna, un pari contro l’Atalanta e due sconfitte contro Napoli e Catania.

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SCELTE DI MERCATO. La Juventus con Conte sembra aver trovato la sua antica dimensione, aggressiva e vincente, con un sistema di gioco ben preciso. Gli acquisti dell’ultima sessione di mercato, eccetto Pirlo e Vidal, non hanno ancora dato il loro contributo. Ma la vecchia guardia (Matri, Pepe, Barzagli e Marchisio) sta trascinando letteralmente la squadra. E, per ora, passa in secondo piano il fatto che Del Piero e Quagliarella stiano a scaldare la panchina.

Il mercato dell’Inter è stato deludente, soprattutto dopo la partenza di Eto’o. Ma con il fairplay finanziario alle porte, non si poteva fare di più, forse. La scelta dell’allenatore, Gasperini, si è rivelata errata perché con una squadra di trentenni non si può avviare un progetto, seppur ambizioso, come quello voluto dall’ex tecnico del Genoa. Ranieri ha portato il vecchio equilibrio di mouriniana memoria, ma l’infortunio di Forlan ha tolto un pezzo importante all’attacco nerazzurro.

LA TATTICA. Il famoso 4-2-4 di Antonio Conte sta dando i suoi frutti. Anche se Elia e Krasic, possibili titolari, si avvicendano tra panchina e tribuna, Estigarribia e Giaccherini sono delle valide alternative per il loro dinamismo. La chiave tattica dei bianconeri sta comunque tutta nella linea mediana: la geometria e il genio di Pirlo, il tempismo e la qualità di Marchisio, la grinta di Vidal.

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Se l’Inter di Gasperini non aveva gioco ed equilibrio, l’Inter di Ranieri è compatta e pragmatica. Riesce a gestire il risultato e i momenti di sofferenza. Ma quello che manca è la lucidità di quegli elementi che erano punti fermi del triplete: Milito è irriconoscibile, Lucio e Samuel non sono più quei difensori insuperabili di una volta, Cambiasso ha perso un po’ di quell’argento vivo che aveva addosso qualche anno fa. Recuperare Poli e Ranocchia sarà fondamentale nei prossimi mesi.

Due squadre quindi che vivono dei momenti diversi, anzi. Opposti. Una in vetta alla classifica, l’altra in fondo. Da questa partita passa il destino della Signora e della Beneamata. Ecco l’importanza particolare di questa Inter-Juventus.

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