Biathlon: primo oro a tavolino alla Norvegia; video highlights

La Norvegia conquista il primo titolo ai mondiali di Ruhpolding grazie a un bonus di 28 secondi per un bersaglio non funzionante; prima sul traguardo una fenomenale Slovenia. Italia al nono posto

 

In uno splendido pomeriggio di sole si sono aperti in Baviera i campionati mondiali di biathlon. A Ruhpolding, le temperature abbastanza elevate hanno reso molle la pista e solo con una particolare accuratezza gli organizzatori sono riusciti a preparare un manto sufficientemente valido.

L’apertura del programma è dedicata alla staffetta mista, che in questa collocazione trova interesse da parte di tutti i teams, pronti a schierare quartetti molto competitivi.

Prime due frazioni riservate alle donne e monologo in avvio di Tora Berger. La norvegese, partita dalla seconda fila col pettorale n° 20, va subito a fare l’andatura e non conosce tregua per tutti i suoi 6 chilometri, durante i quali impone un ritmo devastante senza nulla perdere al poligono, dove realizza 10 su 10. Alle sue spalle, a ben 24 secondi, cambia la francese Brunet, quindi Slovacchia, Finlandia, Cechia e Germania, con Andrea Henkel che deve ricaricare ben 3 volte. Italia al nono posto dietro una Russia molto lenta.

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In seconda frazione Solemdal per la Norvegia parte a buon ritmo e limita i danni al tiro a terra; recupera la francese Dorin, come la scatenata Magdalena Neuner, spinta da oltre 35.000 spettatori. Solemdal in difficoltà al tiro in piedi e sorpasso ad opera di Marie Dorin-Habert, che non sbaglia un colpo e cambia con 13 secondi sulla Norvegia e 21 sulla Germania, poi altre 5 squadre entro il minuto. Undicesima l’Italia.

In terza frazione capolavoro di Andreas Birnbacher: 48 secondi di permanenza sul tappeto davanti al bersaglio e 10 su 10, una macchina più che un uomo. La Germania passa al comando già dopo il tiro a terra; Simon Fourcade ha problemi con il caricatore e mentre Birnbacher imbianca i 5 bersagli deve ancora cominciare a sparare; seguono ben 3 errori per il francese che si ritrova settimo a più di 1 minuto. Tiene bene la Norvegia, ma è già a 29 secondi, poi Bielorussia, Slovenia e Russia.

Con il tiro in piedi Birnbacher fa il vuoto e al cambio si presenta con 58 secondi sullo sloveno Bauer, velocissimo sugli sci, e 1’10” su Bjørndalen, protagonista di un giallo che influenzerà il risultato finale. Il norvegese, infatti, colpisce un bersaglio, ma la paletta non si alza, e così per lui c’è un giro di penalità. La giuria esamina la situazione e gli restituisce ben 28 secondi, quindi si ritrova virtualmente secondo. In quarta posizione i russi davanti a Svezia e Bielorussia. Ancora 11a l’Italia.

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Tocca ad Arnd Peiffer concludere la gara con il titolo per i padroni di casa, ma il tedesco appare subito molto nervoso. Nel tiro a terra 1 ricarica e almeno un colpo buono per un soffio e avversari diretti che recuperano una ventina di secondi.

Lo sloveno Fak e il norvegese Svendsen inseguono con decisione, lasciandosi alle spalle il russo Shipulin e lo svedese Lindström. Ultimi tiri e Peiffer trema: 2 errori subito, poi il terzo, l’ultimo colpo che deve entrare per mantenere la testa e invece arriva il giro di penalità. Sfuma l’oro per i tedeschi e Fak prova ad approfittarne, sparando ancora più veloce di Birnbacher e fuggendo verso gli ultimi 2,5 km. Bene Svendsen che utilizza solo 2 ricariche ed è virtualmente primo.

Fak dà tutto, ben sapendo che ai norvegesi sarà detratto del tempo, ma nel finale cala e Svendsen può così alzare le braccia sul traguardo, pur transitandovi 8 secondi dopo. Per gli sloveni è comunque un successo clamoroso, tenendo conto che la squadra femminile è ridotta all’osso e anche gli uomini di qualità non sono numerosi; da ricordare anche che Fak è stato “acquistato” la scorsa stagione dalla Croazia.

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Per la Germania grandissima delusione, malgrado il bronzo. Non si può negare l’occasione sprecata. Ancora più delusi i francesi, che terminano all’11° posto, dietro agli azzurri che mostrano un ottimo Lukas Hofer in ultima frazione. Preoccupante la condizione fisica dei russi, per il resto molto validi al tiro, a meno che non vi siano stati problemi con i materiali. Unica consolazione per loro la coppa di specialità.

 

Ampia sintesi della gara

Risultati

Ruhpolding, 1 marzo 2012

Mondiali – Staffetta mista (2×6 + 2×7,5 km.)

Coppa del mondo di specialità

 

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