Wednesday , 23 October 2019

Caro Zdenek, a Pescara te l’avevano detto…

“Te l’avevo detto”. E’ quello che hanno pensato in tanti a Pescara oggi, leggendo il comunicato con cui la Roma si è sbarazzata per la seconda volta di Zdenek Zeman.

Il Boemo aveva abbandonato la nave abruzzese in estate per rincorrere il sogno giallorosso, interrotto tanto tempo fa. “E’ l’ultima grande occasione della mia carriera”, aveva motivato così la sua decisione. Una scelta che non ha pagato, per nessuno: il Pescara arranca in fondo alla classifica dopo il cambio (sacrosanto) di guida tecnica da Stroppa (inadeguato) a Bergodi, la Roma mai così altalenante e mai così poco zemaniana.

Un’avventura partita bene, con quella vittoria per 3-1 in casa dell’Inter di Stramaccioni, ma finita malissimo, con il tragicomico 2-4 subito dal Cagliari ieri sera. E nel vedere la prestazione della squadra e i gol subiti, c’è da pensare che non sia stata una sconfitta così casuale, che i meriti – con tutto il rispetto – non siano tutti del Cagliari. Qualcuno probabilmente ha remato contro.

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In primis la società, che a gennaio non ha praticamente fatto mercato – l’acquisto di Torosidis non può essere considerato un rinforzo – e che la scorsa settimana aveva creato un polverone insensato, auto-suggerendosi l’idea dell’esonero. Ma anche il Boemo qualche colpa ce l’ha: la gestione-non gestione di De Rossi, uno che a Roma è importante tanto quanto il Colosseo. L’arrivo di Goicoichea, segnalato proprio da Zeman, che – ieri se ne è avuta l’ennesima dimostrazione – non ha nulla di più del povero Stekelenburg.

Ancora giovane, nonostante direttori navigati come Baldini e Sabatini, la nuova Roma, per poter supportare e sopportare progetti calcistici come quello di Luis Enrique lo scorso anno e del Boemo in questo campionato. Troppo focosa e impaziente la piazza per poter digerire risultati così inspiegabili e una posizione di classifica più che precaria. Ma tutto questo Zeman lo sapeva, perché a Roma c’era già stato.

Si era illuso forse di essere cambiato.

Quest’estate, durante la festa promozione del Pescara, erano in tanti quelli che gridavano “Non andare a Roma che ti cacciano”. Chissà come sarebbe andata, se il Boemo li avesse ascoltati.

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