Conte nuovo commissario tecnico dell’Italia: scelta vincente?

Antonio Conte è il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. Sarà una scelta vincente? E’ da premettere  che chi scrive è juventino, ed avrebbe voluto vedere il nuovo CT sulla panchina della propria squadra, ma innanzitutto bisogna notare che, accettando l’incarico proposto dal nuovo presidente federale Tavecchio, Conte ha scelto di mettere a repentaglio quell’aura di invincibilità che si era creato almeno entro i confini nazionali.

Si mettono a tacere le insinuazioni su un addio al club bianconero dovuto all’approdo a squadre potenti e dalle finanze floride. Con l’aiuto della Puma Conte arriva ad essere il secondo selezionatore più pagato – dopo l’inarrivabile Capello – ma in azzurro, ovviamente, non potrà fare nessun tipo di mercato e dovrà adeguarsi a tentare di far rendere al meglio ciò che offre l’Italia calcistica – ben poco a quanto pare – magari dando un’occhiata al panorama degli emigrati all’estero.  Con l’accettazione del ruolo che andrà a ricoprire, Conte ha dimostrato di cercare una nuova sfida più che il denaro, calamitando sulla propria persona le speranze di un calcio paralizzato e che certamente non potrà tornare ad essere vincente con un colpo di bacchetta di una nuova figura  Sarà necessario mettersi sul serio a valorizzare i giovani del territorio come hanno fatto, diventando vincenti, Germania e Spagna. Il rischio di flop è alto, ed in questo caso la stassa carriera dell’ex Juventus ne risentirebbe.

In Italia, stiamo parlando degli allenatori liberi, Conte è senza dubbio la scelta migliore. E’ reduce da 3 scudetti consecutivi – il primo dei quali vinto con una squadra arrivata settima con l’aggiunta di Pirlo  Lichtsteiner e Vucuinic – ed ha ottenuto il record di punti europeo nei campionati a 20 squadre Si duirà: “Si ma in Europa  non ha vinto niente”. Vero. In Europa, quindi sul piano internazionale, Conte ha reso ben al di sotto delle attese, il che non è un bel biglietto da visita se ti affacci ad una avventura che come principale peculiarità ha quella di esibirsi in competizioni internazionali – per ora non diciamo intercontinentali perchè il contratto scade nel 2016. – Il milior allenatore italiano sarebbe senza dubbio non Fabio Capello, che ormai ha fatto il suo tempo, ma Carlo Ancelotti. Il tecnico di Reggiolo è il più vincente in Europa, ma lo schiodate voi dalla panchina del Real Madrid dove ha appena vinto la Decima e punta a vincere tutti i trofei della prossima stagione, considerando per altro che ha già cominciato? Al momento è sconsigliabile lasciare Bale per venire ad allenare Candreva, o separarsi da Cristiano Ronaldo per prendersi la grana Balotelli. Il momento di Carletto in azzurro arriverà – anche perché si dice che i rapporti con Florentino Perez non siano dei migliori – ma adesso è ancora presto.

Dunque, quale alternativa valida rimaneva? Mancini ha fallito due volte il passaggio agli Ottai di champions col Manchester City, e sappiamo su che razza di campo, proprio ai danni di Conte, si è guadagnato il passaggio di turno col Galatasaray. Spalletti non è mai riuscito a dare allo Zenit quell’immagine continentale che gli era richiesta, anzi in un’occasione è addirittura uscito ai preliminari, Memorabile, per il tecnico toscano, è l’1-7 subito dalla Roma contro il Manchester United nel 2007 dopo aver vinto all’Olimpico per 2-1. Gasato dal fatto di aver in quello stesso anno espugnato il Bernabeu, Spalletti decise di affrontare Sir Alex in persona attaccandolo in casa sua, con risultati sconvolgenti. Guidolin – che comunque forse il posto lo meritava perché non ha mai allenato un top club e non ha mai avuto a che fare con tanti campioni tutti insieme – con l’Udinese negli ultimi anni ha ciccato occasioni imoportanti come preliminari di Champions e fasi di Europa League dando un ulteriore colpo al nostro piazzamento Uefa. Caliamo un velo pietoso, infine, sull’ultimo nome prima della scelta finale, ovvero Alberto Zaccheroni; un tecnico si capace di far giocare bene e vincere il Giappone in Asia, ma non in grado di incidere negli ultimi Mondiali e – Scudetto col Milan a parte – quasi mai reduce da imprese storiche. Tornano alla mente l’eliminazione dei rossoneri ad opera del Galatasaray in Champions League, l’eliminazione dell’Inter dallo stesso torneo nel 2004 quando Cuper, poi esonerato, era partito con due gare a punteggio pieno. Infine c’è da menzionare l’improbabile 4-1 con cui il Fulham eliminò dall’Europa League la Juventus dopo il 3-1 di Torino per i bianconeri

C’è da sperare che in questo poco tempo di inattività Conte abbia “studiato” a dovere. Si sono verificati , entrami in Europa, due casi nei quali si è forse messa in discussione giustamente la sua abilità Si tratta di due episodi che forse accomunano il mister pugliese a Spalletti nella vicenda di Manchester di cui sopra. Conte si è ostinato a voler giocare a tutti i costi sia con il Galatasaray – dove visto il terreno bisognava chiudersi e difendere il pareggio – sia contro il Benfica nella semifinale di andata di Europa League quando, una volta giunto il paeri di Tevez, la Juventus si convinse di poter vincere e di lì a poco arrivò il nuovo vantaggio lusitano che rese inutili i tentativi di Torino. Il nuovo selezionatore azzurro dovrà anche guardarsi da figure non proprio edificanti come i pareggi in Danimarca con squadre inferiori, o altre non vittorie discutibili come quelle casalinghe contro Shaktar Donetsk e Galatasaray.

Un altro aspetto da considerare è: quanto carisma potrà avere Conte in questa Nazionale? Contando anche Pirlo, sei sono i reduci dal Mondiale provenienti dalla Juventus, e considerando che Conte è un emblema della Juventus, è stato forse facile per lui entrare nelle menti dei calciatori della sua squadra di club. Ora bisognerà vedere come farà a rapportarsi con i non juventini considerando anche che da CT non potrà avere sotto gli occhi e martellare il gruppo tutti i giorni, oltre al fatto che, essendo il gioco di Conte sia dispendioso sia logorante, sarà necessario qualche volto nuovo e giovane

Chi potrebbe entrare o tornare in azzurro? In difesa potrebbero esserci ritorni ed esordi. Chi esulterà è senza dubbio Andrea Ranocchia, primo degli esclusi dagli ultimi Mondiali e sempre desiderato da Conte per i suoi trascorsi a Bari ed Arezzo. I due potrebbero ritrovarsi dopo i tanti mancati passaggi del giocatore alla Juventus. Una difesa a 3 potrebbe vedere il consolidato pacchetto bianconero Bonucci Barzagli e Chiellini, giocatori che però in Europa non hanno mai dato troppe certezze; una difesaa 4, e Conte in bianconero avrebbe voluto passare al 4-3-3, potrebbe vedere Ranocchia completarsi con Bonucci. Separati,i due hanno diverse sbavature, ma insieme sono stati un muro a Bari.  E poi, potranno mai far peggio di Paletta o farsi soffiare il posto da Ogbonna? In apparenza di terzini per mettersi a 4 dietro ce ne sono pochi, ma pochi ne offre il campionato italiano, fermo restando che De Sciglio e Darmian per il prossimo futuro vanno benissimo. Dicevamo, guardare all’estero, e questa volta dalla Russia con furore potrebbe tornare Mimmo Criscito oltre a due nomi di cui non parla nessuno. A Brema e Leverkusen ci sarebbero due ex interisti grandi protagonisti degli Euriopei Under 21 chiusi al secondo posto da Mangia: si tratta di Luca Caldirola e Giulio Donati. Perché non provarli? Dalla cintola in su potremmo provare a dare per scontato il rientro di Pirlo che già aveva aperto anzi spalancato ad un possibile ritorno dopo l’addio di Prandelli, figuriamoci se ora non accetterebbe una chiamata da chi lo ha riportato al calcio giocato quando tutti pensavano fosse finito. Si potrebbe anche dare una possibilità a Florenzi, autore di una grande stagione con la Roma. Ci sono anche da considerare Destro, Cerci – che dev’essere sfruttato di più – senza contare un Domenico Berardi che cresce sempre più. Finalmente potrebbe essere il momento di Giuseppe Rossi: Pepito, se si togliela sfortuna che lo perseguita, non ha rivali. Tecnicamente è il più bravo edanche umanamente, non si sa cosa abbia bevuto Prandelli quando ha sostenuto il contrario, è il più grstibile. Detto che l’attacco potrà contare anche sul ritorno di un ritrovato El Sharawy – smanioso di tornare in campo e non lasciarlo più – veniamo alla grana della Nazionale: Mario Balotelli. Conte ha scartato l’ipotesi di averl alla Juve quando sembrava che il suo procuratore volesse acquisirne il cartellino e girarlo in prestito. I rapporti del giocatore con la vecchia guardia non sono ottimi, e Conte sarà sollecitato dalla stampa sul tema Mario. Forse il CT agirà di testa propria e lo lascerà a casa, o magari è la volta buona che qualcuno metterà a posto la testa calda numero uno. In fondo si diceva che anche Tevez fosse ingestibile. Si diceva, appunto. In ogni caso la migliore alternativa è Osvaldo, non uno conosciuto per il caratere mite. E’ però un giocatore che Conte ha già avuto e nell’Inter potrebbe guaagnarsi stima e fiducia. Conte potrebbe essere tiepidino nei confronti di Immobile: non è che impazzisse all’idea di vederlo in bianconero. Vedremo che farà a Dortmund, ma a Torino sponda granata ha fatto fortuna attaccando lo spazio. Forse nelle maglie non proprio strette della Bundesliga potrà dire la sua, ma con la Nazionale, se l’Italia dovesse trovare squadre chiuse potrebbe andare in difficoltà, oltre al fatto che per innescarlo sarebbe opportuno farlo assistere da chi lo conosce meglio come Verratti, Cerci o Insigne. Da scartare senza dubbio le ipotesi Gabbiadini, Borini o Matri.

 

In conclusione, indipendentemente dal trauma subito a causa del suo addio, i tifosi bianconeri dovrebbero sostenere quest’Italia  per il riconoscimento indiretto che con questa nomina viene tributato alla loro squadra, e si può dire che dal punto di vista mediatico il cambio di rotta è netto: a differenza di Prandelli, Conte non fa nulla per risultare simpatico. Speriamo, rispetto alla rassegna brasiliana, che cambino anche i risultati.

 

Stefano Beccacece (On Twitter @Cecegol)

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