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Elezioni Fidal: Alfio Giomi sbaraglia Morini ed è il nuovo presidente con 10 consiglieri su 10

Tempo di bilanci e di voltare pagina in Fidal, dopo le assemblee elettive culminate nella kermesse di domenica a San Donato Milanese, cui il sottoscritto ha partecipato in qualità di delegato. Posso così fornire una testimonianza di prima mano su fatti, persone e intrighi politici che come sempre hanno animato una delle assemblee più tese di sempre.

Da una parte i post-Aresiani, guidati dall’ex-vicepresidente vicario Alberto Morini, candidato in tutta fretta dopo il forfait per motivi di salute dell’ex-presidente Franco Arese. Dall’altra l’opposizione guidata da Alfio Giomi, già a sua volta vicepresidente vicario nella gestione Gola, e leader di una squadra con moltissimi volti noti.

E alla fine ha vinto il favorito della vigilia, forte del suo 60% di delegati, che da teorico si è trasformato in pratico verso le 15 di domenica. Giomi ha così ribaltato il “potere” e sarà forte di un consiglio blindatissimo, con 7 dirigenti della sua area (su 7), un tecnico e due atleti tutti quanti eletti coi voti dei delegati riconosciutisi nella corrente vittoriosa.

IL 10/10 finale, ottenuto con circa il 61% dei voti, può stupire solo chi non conosce l’astruso meccanismo di voto, che attribuisce a ciascun delegato dirigente la possibilità di esprimere ben 7 preferenze, ovvero una per ogni posto disponibile. Solo nella componente tecnici (eletto Frinolli) o ancor più facilmente in quella atleti poteva uscire un consigliere non allineato. Ma per mancanza d’accordo tra i vari gruppi che sostenevano i candidati alternativi alla maggioranza, anche qui i “giomiani” l’hanno fatta da padrone.

L’elemento più amaro, soprattutto per chi vi scrive, è rappresentato proprio dall’esito del voto in quota atleti. I due eletti, Alessandro Talotti e Francesco Pignata, sono stati infatti letteralmente calati dall’alto dalla coalizione vincente, ed erano talmente certi dell’esito finale che non hanno nemmeno sentito la necessità/dovere di salire sul palco a pronunciare un discorso pre-voto (e sì che ben 26 sono stati gli interventi) né hanno presentato un programma/dichiarazione d’intenti da cui si potesse desumere un minimo di concretezza sui loro intenti.

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Ma andiamo a vedere da vicino l’esito delle votazioni. Intanto ecco come sarà composto il nuovo consiglio:

Oscar Campari (quota dirigenti)
Annarita Balzani (quota dirigenti)
Enzo Parrinello (quota dirigenti)
Sergio Baldo (quota dirigenti)
Riccardo D’Elicio (quota dirigenti)
Mauro Nasciuti (quota dirigenti)
Giacomo Leone (quota dirigenti)
Alessandro Talotti (quota atleti)
Francesco Pignata (quota atleti)
Roberto Frinolli (quota tecnici)

Elezione dirigenti. Come detto 7/7 della corrente di maggioranza, ma va sottolineato che lo scarto tra il 7° eletto, Giacomo Leone, e il primo degli esclusi Stefano Andreatta è stato veramente minimo (3000 voti circa). Se ne deduce che non tutti i delegati giomiani hanno votato compatti, e probabilmente più di uno ha storto il naso per un nome, quello di Leone, che faceva parte del precedente consiglio prima di passare alla corrente del neo-presidente. Andreatta invece è probabile che abbia raccolto preferenze anche nello schieramento avverso. Da sottolineare il penultimo posto di un altro consigliere uscente come Francesco De Feo, che tra le altre cose ha probabilmente pagato le sue scelte contro gli atleti e in particolare l’aver avallato decisione contro i master di cui pure era sempre stato qualificato come difensore. Esce di scena anche un altro consigliere eccellente come Franco Angelotti, cui evidentemente non ha giovato il coup de teatre (di cui gli va dato pieno merito in tempi di crisi economica) della sponsorizzazione Bracco ottenuta dalla sua società proprio pochi giorni prima .

Elezione tecnici. Come detto vince Roberto Frinolli, nome peraltro di eccellenza nel panorama tecnico italiano. 15 i voti incassati contro gli 11 di Zucchetta e i 9 di Ida Nicolini, della quale vogliamo però ricordare il più bell’intervento tra i candidati tecnici in assemblea, col giusto richiamo al voto secondo coscienza e non in ossequio agli ordini ricevuti dall’alto.

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Elezione atleti. La più tesa ed incerta. Dopo febbrili consultazioni, col gruppo Giomi indeciso se sostenere qualcuno o meno e che alla fine di fatto ha consegnato il proprio voto a Talotti e Pignata, vincono proprio i succitati. Giova ricordare che i rappresentanti degli atleti più di tutti gli altri dovrebbero rispondere alle esigenze e agli interessi degli atleti stessi e non di qualsivoglia cordata, ma di questo per motivi al momento ignoti i delegati che si riconoscevano in Giomi hanno deciso di non tener conto, accettando dunque un aprioristico ordine dall’alto. I due eletti passano dunque con 25 e 24 voti rispettivamente, precedendo l’outsider Diego Avon giunto a quota 20. Poi il “moriniano” Stefano Mei a 16, Ghiraldini 15, Barcella 9, Zanei 7 Peroni 3. Su 62 votanti con 124 voti a disposizione, si registrano dunque 119 voti validi e 5 secondi voti non espressi (uno dal sottoscritto, che ha votato solo per Edgardo Barcella). Nessuna scheda bianca o nulla. Anche qui sottolineiamo come sia mancato l’accordo tra i candidati non-giomiani (fatta eccezione per l’insolito duo con identico programma Avon-Ghiraldini). Sarebbe bastato un qualunque accordo tra due candidati (eccetto Peroni) per essere eletti, e non staremo a indagarne i motivi per non sconfinare eccessivamente in esperienze autoreferenziali.

Detto per onore di cronaca che presidente del collegio revisori dei conti è stato eletto Angelo Raffaele Guida (uscente) con largo margine, non resta che augurarsi che il nuovo consiglio – e ci riferiamo in particolare ai consiglieri atleti e al tecnico – abbia a cuore il bene dell’atletica e di coloro che specificamente rappresenta, più che gli interessi di parte. E che sappiano sbattere il pugno sul tavola qualora gli interessi degli atleti e dei tecnici vengano lesi, come accaduto fin troppe volte in passato.

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E citiamo una volta di più tre esempi cardine:

1) Lo scandalo dei criteri “soggettivi” di ammissione alle manifestazioni internazionale che ha vissuto il suo apice con le Olimpiadi di Londra, dove gente col minimo A come il marciatore Giupponi e il saltatore in alto Chesani non sono stati portati per motivi incomprensibili. Ne cito due ma i casi controversi sono tantissimi (Martinelli, Howe, Milani… leggete qui per approfondire il tema).

2) L’incredibile e vessatoria norma ammazza-master che nell’ultimo anno di mandato escludeva tutti gli over 45 (poi corretti in over 50) dalle competizioni di società qualunque fosse il loro tempo. Una norma che ha avuto il solo merito di risvegliare la coscienza del movimento master, compattatosi a tal punto nella protesta da costringere il consiglio ad abrogare la norma in fretta e furia all’ultima seduta della presidenza Arese

3) Il limite delle gare annue per le categorie giovanili, varato in teoria per favorire la multidisciplinarità, e naufragato anche qui per la fiera opposizione dell’atletica di base, che si è rifiutata di farsi imporre una norma tanto assurda. Norma anche questa cancellata nell’ultima seduta consiliare.

Venerdì prima seduta del nuovo Consiglio con all’ordine del giorno l’elezione dei due vicepresidenti più varie ed eventuali. Un consiglio da parte nostra: mettete subito all’ordine del giorno l’abolizione del doppio tesseramento (master/assoluti) sin qui utilizzato ESCLUSIVAMENTE per discriminare gli atleti master. Guadagnerete subito un punto, e a costo zero.

Foto: Giancarlo Colombo/FIDAL

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About Luca Landoni

Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Lombardia, mi occupo di sport, musica, spettacolo, politica, gossip e cultura: insomma, tutto e il contrario di tutto. Amante degli sport olimpici e del calcio minore. Ho praticato calcio, tennis, atletica leggera, tiro con l'arco e Pokemon GO. Milanese emigrato, vivo in Trentino. Contatto: info@direttaradio.it
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