Entra in vigore il (folle) Decreto Balduzzi su certificati sportivi e defibrillatori: cosa prevede per bambini, adulti e società sportive

Il 20 luglio 2013 è entrato in vigore il Decreto Balduzzi, che prende il nome dall’ex-Ministro della salute del Governo Monti che l’ha fortemente voluto di concerto con il collega Gnudi dello Sport, ed è denominato “Disciplina della certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale”.

Se però le norme che prevedevano l’obbligo di dotarsi di defibrillatori per tutte le società sportive erano più o meno note, sono un po’ passate sotto silenzio le nuove discipline relative soprattutto ai bambini che vogliano svolgere pratica sportiva con le scuole.

Questi ultimi saranno infatti costretti a fare un certificato di idoneità con elettrocardiogramma (a riposo) e misurazione della pressione, quando prima bastava il certificato di buona salute rilasciato dai pediatri. E attenzione perché parliamo di ammissione a tutte le “attività fisico-sportive organizzate dalle scuole nell’ambito delle attività parascolastiche”.

A parte la spesa aggiuntiva che come al solito ricadrà sulle famiglie, ci si chiede se questa non sia l’ennesima follia di una classe politica che vive nel mondo delle fiabe. Dal momento che chi svolge attività sportiva impegnativa – bambini compresi – già deve sottoporsi e idoneità sportiva, che bisogno c’era di allargarla anche a tutte le attività parascolastiche, dunque anche corsi di avviamento di ogni disciplina, la cui pericolosità per la salute di un bambino non è certo tale da richiedere chissà quali esami preventivi?

A questo si aggiunga che l’elettrocardiogramma a riposo non serve praticamente a nulla in materia di prevenzione. Serve come minimo una ecocardiografia, ma qui siamo veramente alla follia.

Dunque si chiede uno sforzo clamoroso (e inutile)

a) alle famiglie dal punto di vista economico
b) al sistema sanitario nazionale che rischia il collasso per l’altissimo numero di domande
c) alle società sportive che devono munirsi di una apparecchiatura (il defibrillatore) che costa almeno 2500-3000 euro

Quali saranno le conseguenze?

a) le famiglie per risparmiare saranno spesso costrette a rinunciare a far fare sport ai propri figli, con conseguente aggravio sulla spesa pubblica perché chi non fa sport costa statisticamente di più al SSN
b) moltissime società rinunceranno ad organizzare attività o addirittura ad affiliarsi per non dover sostenere un costo che non possono permettersi (ricordiamo che oltre all’apparecchio va pagato un tecnico che lo sappia usare se non si trova un volontario specializzato)

Ribadendo che il decreto è una follia assoluta ed è stato scritto da chi probabilmente di sport praticato non sa un tubo di niente, ecco il testo del decreto. Qui lo trovate pubblicato sul sito governativo nella sua integrità.

Gli alunni che svolgono attività fisico-sportive organizzate dalle scuole nell’ambito delle attività parascolastiche, i partecipanti ai giochi sportivi studenteschi nelle fasi precedenti a quella nazionale e le persone che svolgono attività organizzate dal Coni o da società affiliate alle Federazioni o agli Enti di promozione sportiva che non siano considerati atleti agonisti devono sottoporsi a un controllo medico annuale effettuato da un medico di medicina generale, un pediatra di libera scelta o un medico dello sport. La visita dovrà prevedere la misurazione della pressione arteriosa e un elettrocardiogramma a riposo.

Regole più stringenti sono previste per chi partecipa ad attività ad elevato impegno cardiovascolare come manifestazioni podistiche oltre i 20 km o le gran fondo di ciclismo, nuoto o sci: in questo caso verranno effettuati accertamenti supplementari.

Ed ecco la parte sui defibrillatori:

Le società sportive dilettantistiche e quelle sportive professionistiche dovranno dotarsi di defibrillatori semiautomatici. Sono escluse le società dilettantistiche che svolgono attività a ridotto impegno cardiocircolatorio. Le società dilettantistiche hanno 30 mesi di tempo per adeguarsi, quelle professionistiche 6. Gli oneri sono a carico delle società, ma queste possono associarsi se operano nello stesso impianto sportivo, oppure possono accordarsi con i gestori degli impianti perché siano questi a farsene carico.

Il decreto ministeriale contiene linee guida dettagliate sulla dotazione e l’utilizzo dei defibrillatori. Dovrà essere presente personale formato e pronto a intervenire e il defibrillatore deve essere facilmente accessibile, adeguatamente segnalato e sempre perfettamente funzionante. I corsi di formazione sono effettuati dai Centri di formazione accreditati dalle singole Regioni.

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About Luca Landoni

Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Lombardia, mi occupo di sport, musica, spettacolo, politica, gossip e cultura: insomma, tutto e il contrario di tutto. Amante degli sport olimpici e del calcio minore. Ho praticato calcio, tennis, atletica leggera, tiro con l'arco e Pokemon GO. Milanese emigrato, vivo in Trentino. Contatto: info@direttaradio.it
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