Wednesday , 27 October 2021

F1: GP Malesia, più ordini di squadra che ordine d’arrivo

Il GP di Malesia , seconda corsa stagionale di  Formula 1 ha detto che  il campionato è molto aperto e che nessuno è ancora in fuga. Niente conferma per Raikkonen  , che venerdì sembrava lanciatissimo, e risultato al di sotto delle aspettative per le due Ferrari  dopo l’ottimo esordio.  Una elle maggiori testate sportive d’Italia oggi titolava: “Alonso e Massa, le tigri” Ed invece lo spagnolo ha pagato l’errore di non essere rientrato immediatamente dopo il contatto avuto al primo giro, venendo costretto al ritoro nell’immediato; il brasiliano invece si è visto soltanto nel finale di gara quando, dopo l’ultima sosta è andato a prendere Grosjean in sei giri annullando un ritardo di 10 secondi rimediando  un quinto posto. Segnali di ripresa per le Mc Laren: buona la gara di Perez  ed anche Button non sel’è cavata male finoa quando non ha avuto problemi. Sono ritornate a comandare le Red Bull.

Giornata interessante anche dal punto di vista delle soste. Corsa nera per le due Force India , non osiamo immaginare lo scoramento dei meccanici per la lentezza ed i continui errori; curioso anche l’episodio accaduto a “Nostalgia canaglia” Hamilton che si presenta  alla sua ex scuderia, la Mc Laren.

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Ma oggi è stato il giorno degli ordini di squadra, e considerando che siamo solo alla seconda tappa del mondiale, probabilmente il peggio deve ancora venire. Webber e Vettel ci hanno fatto divertire come non succedeva da tempo ma il tedesco ha avuto una guida alquanto azzardata. A fine corsa si i due piloti si sono guardati e parlati in cagnesco Emblematiche le dichiarazione dell’australiano: “Vettel non ha rispettato gli ordini di squadra” Dalla scuderia austriaca avevano raccomandato prudenza, temevano evidentemente di  perdere una o entrambe le macchine in questo scontro fratricida. Chissà quali parole verranno usate stasera nel vertice tecnico visto che anche i 2 protagonisti non hanno potuto fare a meno di ammettere che ci sarà qualcosa da chiarire

L’altro “Ordine del giorno” arriva da casa Mercedes. Più volte Rosberg ha detto ai suoi “Vado più veloce di Hamilton” ma dal muretto arrivava  l’imposizione di rimanere dietro. Anche qui ci sono due aspetti da sottolineare: il primo è il continuo avvicinamento di Rosberg al compagno come per dire: “Non lo passo solo perché lo volete voi”; l’altro aspetto interessante è stato vedere Ross Brown  che, a tratti quasi con espressione disperata, cercava di “telecomandare” i suoi

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E’ curioso come , ai tempi in cui dominava Schumacher, questi atteggiamenti fossero vietati e la Ferrari fosse messa sotto accusa per i diktat imposti ad Irvine prima e Barrichello poi (anche e la “Rossa” certe manovre le faceva in modo spudorato) mentre oggi il regolamento dà la possibilità  di trasformare i piloti in pedine.

 

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