Tuesday , 22 September 2020

Favola Pescara, è serie A! E Zeman profeta con un anno di anticipo

Minuto 93 di Sampdoria-Pescara. La trepidazione, l’attesa, è tutto finito. O forse tutto deve cominciare, perché la vittoria per 3-1 sui blucerchiati vale la massima serie per il Pescara.

Una cavalcata durata 4 anni, dopo il tragico fallimento del dicembre 2008. In questi anni il Pescara Calcio, rinato sotto il nome di Delfino Pescara 1936, è stato guidato da Di Francesco alla promozione in serie B.

Ma mentre il giovane tecnico faceva la sua esperienza in serie A al Lecce, esperienza finita male, il Boemo Zdenek Zeman iniziava la splendida stagione che terminerà sabato contro la Nocerina allo stadio Adriatico.

Nonostante le difficoltà societarie che hanno tartassato la piazza anche quest’anno, con l’abbandono di Giuseppe De Cecco e il passaggio alla coalizione guidata da Sebastiani, la squadra guidata dall’esperienza di Zeman non si è fatta coinvolgere dai fatti esterni al campo. Neanche qualche settimana fa, quando è arrivato il deferimento per il calcio scommesse.

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Anzi, proprio in quella settimana i biancazzurri hanno strappato il primato al Torino, vincendo 2-0 in casa.

Un gruppo giovane, ma che nei ruoli giusti annovera giocatori di esperienza, vecchie volpi che la serie B la giocano a occhi chiusi: Anania, portiere zemaniano per antonomasia, che vive al limite dell’area. Cascione, leader del centrocampo, sornione e aggressivo al tempo stesso, è lui che fa tutto il lavoro sporco. Capitan Sansovini, che ha vissuto gli anni terribili del fallimento e della C, per lui la serie A è il degno coronamento di una splendida carriera tinta di biancazzurro.

Il classico mix di giovani e ‘vecchi’ costruito a costo zero, in maniera ponderata e attenta. Tutto è partito dalla scelta dell’allenatore, da un progetto serio e convincente, che aveva un unico obiettivo: la serie A.

A costo zero, perché alcuni dei meravigliosi giovani di questo Pescara sono nati a Pescara (vedi Capuano e Verratti), perché gli altri sono arrivati in prestito (vedi Insigne e Immobile).

Il problema vero arriva adesso per la società abruzzese. Perché rompere questo formidabile e divertentissimo giocattolo sarebbe un oltraggio al gioco del calcio. Perché questa squadra ha superato anche il Pescara delle favole di Galeone, perché ha permesso di totalizzare la straordinaria cifra di trecentomila spettatori in 21 gare casalinghe.

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Una squadra, il Pescara che non si è fatta abbattere dalle tragedie che hanno costellato quest’anno calcistico: dalla morte di Franco Mancini, figlio adottivo di Zeman, che ancora oggi ne piange la scomparsa dedicandogli la promozione. A quella di Piermario Morosini, diventato un po’ uno della Curva Nord.

Di quella curva era Domenico Rigante, fratello sbagliato capitato al momento sbagliato di una notte in cui si dovevano regolare dei conti.

I giocatori hanno dedicato la promozione a queste persone, come è giusto che sia.

Il Boemo ha dichiarato che questa è la soddisfazione più grande della sua carriera, dichiarazioni sacrosante. Serie A raggiunta non solo con merito, ma in pieno stile Zemanlandia: 89 gol in campionato (e manca ancora una gara) non li segnava nessuno da un bel pezzo.

E in chiusura vi sveliamo un piccolo particolare, che forse non tutti ricordano. Zeman lo sapeva già che sarebbe finita così, la sua profezia si è avverata.

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BentornAto Pescara Calcio.

 

 

 

 

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