“Il pallone è quello giallo, il pallone è quello giallo”: la Viola sbeffeggia l’Inter

Minuto trenta del secondo tempo. Punteggio: 4-0 per la Fiorentina. Strano fenomeno in area viola: non sono i meteoriti, ma un evento ben più sorprendente, l’Inter. Sì, l’Inter di Stramaccioni è scesa in campo e addirittura al trentesimo minuto della ripresa si procura un calcio d’angolo.

Serata magica al ‘Franchi’, Montella degno di David Copperfield: fa sparire l’Inter, fa sparire Stramaccioni, che dopo il quarto gol incassato si rifugia nella sua panchina e non esce più fino al termine della partita.

Al pronti via si era già capita l’antifona: i giocatori nerazzurri fermi, sulle gambe, piantati. I ragazzi di Montella mettono il turbo e cominciano a far girare il pallone da una parte all’altra del campo neanche fosse un allenamento, neanche fosse il Barcellona al Camp Nou.

L’area di rigore di Handanovic diventa zona franca, s’infilano tutti: Cuadrado, Jovetic, Ljajic, Aquilani, Borja Valero, persino Tomovic e Pasqual tentano qualche sortita.

E l’Inter? Dov’è l’Inter? Si capisce che è in campo solo perché in mezzo alle sgargianti maglie viola si nota qualche maglia bianca con una sbiadita linea nerazzurra sul petto.

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Strama deve ringraziare anche il suo portiere (unico acquisto degno dell’Inter in questa stagione) se la Fiorentina non finisca la partita con un punteggio da finale di Wimbledon. Gioco spumeggiante quello viola, la palla suda, i giocatori si divertono. Aquilani e Pizarro dettano i tempi e corrono come se avessero 4 polmoni ciascuno – forse li hanno rubati a Guarin e compagni – Borja Valero fa il poeta, Cuadrado è il solito Frecciarossa. Ljajic e Jovetic sono in stato di grazia e Ranocchia e Juan Jesus devono usare le cattive per fermarli (e non sempre ci riescono).

Cassano e Palacio sentono già la mancanza del partner Milito. La prima punta è quella che manca di più all’Inter, quel punto di riferimento nella manovra che, questa sera, non c’è stata anche per questo motivo. Un ruolo che non sarà ricoperto da nessuno da qui a giugno, perché Rocchi non è e non sarà mai pronto, perché non ci sono alternative. La tiritera è sempre la stessa, inutile tornarci sopra. Stramaccioni ci ha capito poco dall’inizio decidendo di schiacciarsi al limite della propria area subendo il gioco della Fiorentina. E ha dimostrato di capirci ancora meno quando ha tolto Palacio per Schelotto. Cambio che non ha una logica.

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La Viola corre, segna con Ljajic e Jovetic – due gol per uno, par condicio – va spesso e volentieri al tiro ed entra con una facilità disarmante nelle voragini lasciate dalla difesa nerazzurra. Ecco, la vittoria della Fiorentina è stata semplice, facile. Talmente facile, che i tifosi viola dagli spalti, increduli, hanno cercato di aiutare i giocatori dell’Inter intonando un coro: “Il pallone è quello giallo, il pallone è quello giallo!”.

Nuova pagina del manuale del calcio da far leggere ai più piccoli: Fiorentina-Inter 4-1. Strama, dai un’occhiata anche tu.

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