Monday , 21 September 2020

Inzaghi lascia il Milan dopo 11 anni. La lettera integrale ai tifosi rossoneri

Giorni tristi per tutti i tifosi milanisti che domani nella partita contro il Novara vedranno per l’ultima volta in campo con i colori rossoneri, bandiere del calcio italiano e del Milan. Dopo l’addio di Nesta che ha salutato tutti con una conferenza stampa, a ruota sono arrivati anche gli addii di Rino Gattuso che lascia il Milan dopo 13 anni ma con un arrivederci e quello di Pippo Inzaghi, via da Milanello dopo undici lunghissimi anni fatti di numerose vittorie. Una su tutte quella finale di Champions League ad Atene in cui Superpippo Nazionale realizzò una doppietta che ancora oggi tutti i tifosi del Milan hanno ben impressa. Una doppietta che significò vendetta a due anni di distanza dalla clamorosa finale di Istanbul sempre contro il Liverpool. Domani per l’ultima volta la curva potrà urlare “Oi oi oi Pippo Inzaghi segna per noi“. Un coro che da undici anni andava avanti a San Siro e in tutti gli stadi d’Europa in cui giocava il Milan. Nei momenti belli, quando la squadra vinceva e sosteneva i suoi ragazzi e nei momenti difficili, quando magari Inzaghi non era neanche in campo. E Filippo Inzaghi, che ha gennaio aveva rifiutato diverse offerte per sperare di trovare ancora una piccola parte da protagonista, ha voluto ricordare tutto questo con una lunga e intensa lettera rivolta a tutti i tifosi.

Tutte le cose che state per leggere saranno sempre seconde, rispetto ad una. La prima e unica cosa che voglio che voi sappiate per sempre è questa: ho giocato e vinto per Noi. Giocare e vincere senza condividere le emozioni è nulla, invece io e voi, noi, abbiamo fatto tutto insieme. Abbiamo sperato, abbiamo sofferto, abbiamo esultato, abbiamo gioito. E abbiamo alzato le coppe e gli scudetti insieme ai nostri cuori. Siamo sempre stati sulla stessa lunghezza d’onda. E questo non ce lo toglierà mai nessuno.
Sapete, cari Milanisti, quando sono arrivato a Milano voi non lo sapevate. Ero in una stanza d’albergo e dovevo uscire il meno possibile, per non dare nell’occhio e per non compromettere quella trattativa di mercato fra la Juventus e il Milan. Le prime settimane, i primi mesi, mi avete studiato, ci siamo guardati.
Poi, ci siamo innamorati. Quella sera contro il Torino. Eravate arrabbiati, le cose in campo non andavano bene, eravate in silenzio. Mi sono tolto le stampelle, ho iniziato il riscaldamento e il vostro ruggito dedicato a me ci ha fatto vincere la partita, ci ha proiettati al preliminare di Champions League e poi alla nostra Finale di Manchester. Questi ricordi, insieme a tutte le persone che mi consolavano ad Anversa nei mesi difficili del 2004 e del 2005 e ai brividi che abbiamo provato insieme il 9 Agosto 2006, il giorno del mio compleanno, contro la Stella Rossa, saranno sempre sul comodino del mio cuore, accanto agli affetti più cari.
Atene. Il calcio ce l’ha regalata per un solo motivo: io e voi, noi, l’abbiamo voluta così fortemente, così intensamente, che non poteva non concedersi. Certo, la realtà è andata oltre i nostri sogni più belli. Due gol, contro il Liverpool, due anni dopo Istanbul, la Settima Champions League. Il destino ci ha riservato quello che non osavamo sperare. 
Io oggi voglio ringraziare con affetto e commozione il presidente Berlusconi e Adriano Galliani: la loro elettricità e la loro capacità di emozionarsi per me mi ha reso più forte, mi ha spinto oltre qualsiasi limite. Ma voglio rivolgere un pensiero anche a chi, dalle giovanili a tutte le splendide squadre dove ho giocato nella mia carriera, mi ha aiutato a diventare l’uomo e il calciatore che sono oggi. 
Grazie Milan, grazie calcio. Concedetemi di chiamarlo mio il Milan, le persone di via Turati, di Milanello, gli uffici, i centralini, i magazzinieri, i fisioterapisti, i medici, le cucine, lo Stadio, gli addetti, lo spogliatoio. Tutte le persone che mi vedevano arrivare con il maglioncino alla domenica e vibravano già sperando nel mio gol. Ciao Mister Ancelotti, con te ho vinto tutto, ciao ai miei meravigliosi tifosi che mi seguono da tutto il mondo, sempre con affetto e con grande passione, ciao ai miei fantastici compagni di squadra, di oggi e di ieri.
E infine, concedetemelo, grazie, grazie, grazie alla mia famiglia: mamma Marina, papà Giancarlo, Simone e Tommaso. Non sarei arrivato fino a qui senza di voi. Siete la mia forza. Caro il mio Milan, Ti lascio solo perché è la vita, perché è il momento. Lo sai anche Tu.

Ciao a tutti e grazie,

Pippo Inzaghi

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About Andrea Izzo

Appassionato di calcio e di musica, ex nuotatore che si dilettava sui campetti di periferia cercando di imitare, con scarsi risultati, gli idoli Roberto Baggio e Manuel Rui Costa. Sin dalla sua nascita ho collaborato come redattore per Gamefox Network che mi ha fatto scoprire la passione per la scrittura e per il web.
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