Javier Zanetti compie 40 anni: gli auguri di Radio Gamefox

Non un semplice capitano, ma Il Capitano. Non un semplice terzino destro, ma El Tractor. Ormai nessuno lo chiama più Javier. Dopo quasi vent’anni dal suo arrivo in Italia, anche il suo nome è stato italianizzato: lui è Saverio.

Chiamatelo come volete. Noi interisti lo chiamiamo Pupi. E oggi, lo chiameremo per quaranta volte. Quaranta volte Pupi.

Compiere quarant’anni e avere la spensieratezza di un diciottenne. Sono frasi fatte che da sempre ruotano attorno ai campioni e ai miti del nostro calcio. In realtà, Zanetti lotta ormai da anni per conquistarsi il posto all’inizio di ogni stagione, perché l’età avanza e bisogna saper gestire il proprio fisico. Perché certo, lui è il capitano e il posto gli spetterebbe di diritto. Ma a volte può non essere così. Come quest’anno, ad esempio. La nuova Inter di Mazzarri ha appena acquistato un nuovo esterno destro, un certo Wallace. Ma lui, Pupi, a dimostrazione della voglia che ha di sconfiggere a mani basse la concorrenza, ancora una volta, si è presentato in America per la tournée estiva prima di tutti, nonostante sia infortunato.

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Strana cosa, per lui, l’infortunio. Mai in carriera ha chiesto il cambio, mai una smorfia di dolore. Mai uno stop che potesse comprometterne la stagione. E’ successo l’anno scorso e tutti hanno iniziato a temere il peggio. Ovvero che Pupi potesse decidere una volta per tutte di dare l’addio al calcio.

Ma no, neanche per scherzo. Un quarantenne che corre e dà tutto per la maglia in ogni partita, contro qualunque avversario, non avrebbe mai potuto terminare la carriera lasciando la sua squadra del cuore nona in classifica e fuori dall’Europa.

E’ tornato e oggi tutti gli avversari gli renderanno merito.

Ma chi è davvero Zanetti? Certo, è il capitano dell’Inter, uno che magari fa invidia per quella facilità di corsa che ha – vista l’età – e che fa pensare assurdità ai tifosi più maligni. Zanetti è uno che nel giorno del suo matrimonio, la mattina è andato a correre. Ma Zanetti è anche mister 845 presenze in maglia nerazzurra, più di mille totalizzate in carriera. Con l’Inter ha realizzato 21 reti. Alcune memorabili, come quel destro all’incrocio nella finale di Coppa Uefa del 1998 contro la Lazio. Come quel destro al volo all’angolino nel febbraio 2008, contro la Roma. Un gol che regalò, di fatto, lo scudetto ai nerazzurri.

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Nel finale della scorsa stagione, quando non figurava nella formazione iniziale, qualche tifoso si è sentito smarrito. Il compito principale di Mazzarri è evitare tutto questo e dare a Pupi il posto che gli spetta.

Tanti auguri, Pupi!

 

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