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La Fidal esclude Andrew Howe dalle Olimpiadi: l’ennesimo pasticcio della fallimentare gestione Arese


Ieri alla fine dei campionati italiani di atletica, la Fidal ha comunicato i nomi dei convocati per Londra, di concerto col Coni. E va subito detto che più di una scelta è figlia dell’approssimazione e della pochezza di questa gestione federale segnata nel bene (poco) e nel male (tantissimo) dal presidente Franco Arese. E quando parliamo di approssimazione è perché vogliamo essere buoni. Infatti a guardare qualche scelta ai limiti dell’assurdo viene proprio da pensare male, e ad ipotizzare favoritismi legati a chi allena chi.

Ma veniamo al dunque. La decisione che più fa discutere è l’esclusione di Andrew Howe, da anni uomo-simbolo della nazionale. A Howe non è bastato stravincere i 200 in 20.75 (con forte vento contrario) davanti a due convocati come Marani e Manenti, così come non gli è bastato avere il minimo A (fatto nel 2011, ma validissimo) e dimostrare evidentemente di avere nelle gambe un tempo ampiamente sotto i 20.50. No. Gli si chiedeva di confermare il minimo B (20.65) senza tenere conto del forte vento che gli soffiava in faccia, quando il suo tempo vale senz’altro sotto il minimo in condizioni normali.

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Ma questo passi, se le regole fossero uguali per tutti. Invece la Fidal da anni ha dimostrato che le regole valgono solo quando fanno comodo. Come nel caso dell’ultimo convocato in staffetta. Tale Rosario La Mastra, che al di là del 4° posto ottenuto a Bressanone, con tutto il rispetto non vale un’unghia di Howe. La convocazione vale per la 4×100, in cui la Fidal punisce Andrew per essersi rifiutato di partecipare alle sessioni di prova dei cambi (con un buon motivo: appena uscito dall’infortunio non voleva rischiare di farsi male per una banalità del genere).

Insomma, è come se la Giamaica escludesse Bolt per essere mancato a un raduno, con le dovute proporzioni. IL fatto che il suddetto La Mastra sia allenato dal selezionatore Di Mulo vogliamo augurarci che non sia stato un fattore. Di certo nessuno aveva comunicato che la scelta degli staffettisti sarebbe avvenuta sulla base della classifica agli italiani, comunque. Non prima della gara, almeno.

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Torniamo dunque su un mio vecchio cavallo di battaglia. Per selezionare gli olimpionici bisogna adottare criteri cristallini e stabiliti da prima. Tutti gli atleti col minimo A vanno portati. Tutti. Se sono più di 3 (il massimo consentito per gara) si organizzano dei trials all’americana e si affida la decisione al campo. Questa si chiama giustizia dello sport, l’unica accettabile da chi fa tanti sacrifici per svolgerlo. Quanto al minimo B, come risaputo si può portare un solo atleta gara a patto che non ve ne siano altri già qualificati. Dunque lo si utilizzi solo in casi eccezionali.

Tornando ai convocati azzurri dell’atletica per Londra, ecco l’elenco:

Uomini. Daniele Meucci (5000/10.000); Ruggero Pertile (Maratona); Emanuele Abate (110 hs); Jose Bencosme (400 hs); Yuri Floriani (3000 sp); Marco Tamberi (Alto); Fabrizio Donato (Triplo); Daniele Greco (Triplo); Lorenzo Povegliano (Martello); Nicola Vizzoni (Martello); Fabio Cerutti (4×100); Simone Collio (4×100); Rosario La Mastra (4×100); Davide Manenti (4×100); Diego Marani (4×100); Jacques Riparelli (4×100); Giorgio Rubino (20 km); marcia Alex Schwazer (20/50 km); marcia Marco De Luca (50 km marcia).

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Donne. Gloria Hooper (200); Libania Grenot (200, 400, 4×400); Elena Romagnolo (5000); Silvia Weissteiner (5000); Nadia Ejjafini (5000/10.000); Rosaria Console (Maratona); Anna Incerti (Maratona); Valeria Straneo (Maratona); Marzia Caravelli (100 hs); Antonietta Di Martino (Alto); Simona La Mantia (Triplo); Chiara Rosa (Peso); Silvia Salis (Martello); Giulia Arcioni (4×400); Chiara Bazzoni (4×400); Elena Bonfanti (4×400); Manuela Gentili (4×400); Maria Enrica Spacca (4×400); Elisa Rigaudo (20 km); marcia Eleonora Giorgi (20 km marcia).

Esclusi Chesani (salto in alto) e Giordano Bruno (asta f), entrambi col minimo A. Alessia Trost sarà riserva se la Di Martino non dovesse farcela, ma solo se farà il minimo A (1,95) ai mondiali juniores di questa settimana. IL solito pasticcio.

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About Luca Landoni

Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Lombardia, mi occupo di sport, musica, spettacolo, politica, gossip e cultura: insomma, tutto e il contrario di tutto. Amante degli sport olimpici e del calcio minore. Ho praticato calcio, tennis, atletica leggera, tiro con l'arco e Pokemon GO. Milanese emigrato, vivo in Trentino. Contatto: info@direttaradio.it
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