La provocazione di Ljajic a Rossi: “Sei più handicappato di tuo figlio”

Sei più handicappato di tuo figlio“. Sarebbero queste le parole di Ljajic pronunciate ieri sera contro Delio Rossi dopo l’uscita dal campo in Fiorentina-Novara. La notizia si sta rapidamente diffondendo in rete e addirittura c’è chi giura di aver letto il labiale del giocatore serbo. Anche testate come “Leggo” (che ha in seguito smentito la notizia) riportano la notizia che se fosse vera spiegherebbero la reazione di Rossi. Parole pronunciate da un ragazzetto poco più che 20enne ad un padre che un figlio diversamente abile lo ha veramente (c’è chi sostiene che però non sia vero). E parliamoci chiaro: in questo calcio pieno di ipocrisia tutti hanno detto ieri sera che il gesto è da condannare ma in pochi hanno detto “lo avrei fatto anche io” anche se la maggior parte lo pensavano. Una frase in particolare mi è rimasta impressa questa mattina mentre ascoltavo le parole di un rugbysta in una trasmissione sportiva radiofonica: “se mi fossi permesso io di mancare di rispetto al mio allenatore non solo le avrei prese dall’allenatore stesso ma anche dal resto della squadra“. Io invece l’ho detto chiaramente ieri sera e lo ripeto ora: ha fatto bene! Certo, il gesto non è bello e non bisognerebbe mai passare alle mani e tanto meno alla violenza ma oggi giorno ne vediamo di tutti i colori in questo calcio malato. Anche questa non è una motivazione valida ma vuol fare capire che tutti siamo pronti a parlare, a puntare il dito, a creare tutta questa ipocrisia. Gente che si vendeva le partite di calcio e che adesso è radiata, ma che però è in ogni trasmissione sportiva televisiva e non; gente che scommetteva sulle proprie partite di calcio e che dopo pochi giorni è già dimenticata come se nulla fosse successo; gente che ha fatto di tutto a questo mondo calcistico, ma che nonostante ciò è sempre li a vivere da protagonista. E potrei continuare: giocatori che si tolgono la maglia pronti a consegnarla a tifosi irritati dalla loro squadra composta da milionari che si trovano a giocare per la retrocessione o calciatori che si infuriano per un triplice fischio arrivato dalle tribune a tre secondi dalla fine di una partita sull’1-0 ma che ugualmente è convinta che in quei tre secondi con un tiro alla Mark Lenders si poteva pareggiare e che di conseguenza fa partire una  mega rissa con spintoni e non solo. E oggi tutti quelli che il calcio lo guardano, lo commentano, lo seguono sono stati pronti a puntare il dito contro una persona che mai aveva macchiato la sua carriera e che mai aveva fatto nulla di male. Ha sostituito un giocatore che gioca in una società che lo paga; un giocatore che deve portare rispetto al suo allenatore, ai suoi compagni, ai tifosi e chi gli ha permesso a 21 anni di aver un sacco di soldi. E se tu ragazzetto vieni a fare lo sbruffone davanti a me che sono il tuo allenatore, che sono l’unico che paga per i tuoi errori in campo, che sono stato chiamato a salvare una situazione difficile e sono l’unico che deve cercare di rimediare a quello che tu ragazzetto non hai fatto per tutta la stagione è ovvio che poi ti salto addosso. E se per di più mi offendi e allo stesso tempo offendi un figlio che non ha avuto le tue stesse fortune, allora ragazzetto di pugni in faccia ne prenderai tanti nella tua vita.

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E tutto questo fa irrimediabilmente e tristemente pensare a quando il calcio era solo calcio e non una sacco di parole. A quando Maradona si drogava fuori dal campo, ma che di lui si parlava solo per le giocate che faceva, a quando Sacchi e Van Basten litigavano ma che uniti in campo vincevano tutto, a quando ragazzini di 21 anni come Maldini giocavano in nazionale ed erano presi d’esempio dai bambini o come quando allenatori come Lippi tenevano fuori Baggio perchè “poco simpatico” ma che lui ripagava con gol decisivi come quello che segnò contro il Parma e portò l’Inter in Europa, restando sempre professionale e non mancando mai di rispetto. Mai.

 




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About Andrea Izzo

Appassionato di calcio e di musica, ex nuotatore che si dilettava sui campetti di periferia cercando di imitare, con scarsi risultati, gli idoli Roberto Baggio e Manuel Rui Costa. Sin dalla sua nascita ho collaborato come redattore per Gamefox Network che mi ha fatto scoprire la passione per la scrittura e per il web.
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