Monday , 18 January 2021

Maratona di Boston: il racconto e la gallery

Erano le 14.50 di un normalissimo pomeriggio americano. La città di Boston era in festa per la 117esima edizione della maratona cittadina, quella più antica del mondo. Atleti professionisti, amatoriali, famiglie e bambini da tutto il mondo si erano ritrovate per correre tutti insieme ad una delle manifestazioni più famose del globo. I suoi vincitori, la maratona, li aveva già ed avevano concluso la corsa ben tre ore prima di quel tragico orario.

Troppo rischioso però colpire quando i vincitori avrebbero tagliato il traguardo: la sicurezza e il livello di attenzione era troppo alto per fare il danno e riuscire ad allontanarsi senza essere sospettati. Quindi meglio aspettare quelle tre ore, quando il livello di sicurezza si sarebbe andato a scemare. Tanto in fin dei conti, il danno sarebbe stato allo stesso modo fatale per lo stesso numero di persone. E sono questi forse i pensieri che sono passati per la testa all’attentatore che secondo quanto hanno riportato le prime agenzie, sarebbe un uomo saudita.

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Due bombe esplose, una a poco tempo di distanza dall’altra, quasi a “festeggiare” il passaggio sul traguardo di quelle persone che forse per divertimento o forse per sfida personale si trovavano a finire la maratona. Una cosa non da tutti poter dire “ho tagliato il traguardo nella maratona più antica del mondo”. E tra questi c’è sicuramente Bill Iffrig, podista 78enne che rimarrà il simbolo dell’accaduto. Bill è l’uomo che a pochi metri dal traguardo viene scaraventato a terra dal boato dell’esplosione, con la stessa fragilità di una una foglia che finiti i suoi tempi, si stacca e cade delicatamente a terra. Ma la differenze e che l’uomo si rialza e riprende la sua corsa andando a tagliare il traguardo. E sarà lui il simbolo anche nei prossimi giorni, quelli più difficili per gli abitanti di Boston che dovranno fare il conto con le vittime, i feriti e la paura di tornare a scendere nuovamente in strada. Bill Iffrig a 78 anni si è rialzato, l’America adesso farà lo stesso.

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Purtroppo però, se fino ad oggi la maratona di Boston era celebrata come la più longeva, da qui in avanti sarà ricordata anche come la maratona dei bambini. Una delle tre vittime fino a questo momento accertate, è un bambino di 8 anni. Si chiamava Martin e vedendo il padre arrivare al traguardo, gli stava correndo incontro per un abbraccio come nei più bei film americani. Questa volta però senza il lieto fine. E sono altri nove i bambini attualmente ricoverati in ospedale in condizioni critiche, tra cui anche due fratelli che erano ai lati della strada per assistere all’arrivo di un amico. Entrambi sono stati scaraventati via dall’esplosione ed entrambi hanno subito l’amputazione di una gamba.

L’America è stata colpita. Nuovamente. A rimetterci come sempre sono famiglie distrutte, famiglie che fino a ieri nei mille problemi che propone la vita, vivevano felici. L’11 settembre è lontano dodici anni, ma per chi ieri era in strada è stato più vicino che mai, non solo nella mente ma anche nel cuore. L’America si rialzerà ancora una volta, ma forse per una volta, nel momento in cui si sta rialzando, farebbe meglio a riflettere su come in anni di evoluzione come questi, l’uomo rimane l’unico essere vivente ad uccidere solo con lo scopo di fare male.

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About Andrea Izzo

Appassionato di calcio e di musica, ex nuotatore che si dilettava sui campetti di periferia cercando di imitare, con scarsi risultati, gli idoli Roberto Baggio e Manuel Rui Costa. Sin dalla sua nascita ho collaborato come redattore per Gamefox Network che mi ha fatto scoprire la passione per la scrittura e per il web.
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