Pescara, presentate le nuove maglie: entusiasmo in città

Un entusiasmo di zemaniana memoria ha accompagnato la presentazione delle nuove maglie e della nuova squadra del Pescara, che si prepara a disputare la stagione 2013/2014 di serie B. Inaspettata l’euforia dei tifosi, soprattutto dopo l’indecente retrocessione dello scorso anno.

Una piazza sempre calda quella di Pescara. Vincere o perdere non fa differenza a volte. E i tifosi sono stati capaci di riempire il centro cittadino per la presentazione – in pompa magna – delle nuove divise da gioco.

La prima, biancazzurra come da tradizione, è leggermente diversa rispetto alle precedenti annate. Una riga azzurra più larga al centro e due ai lati, con colletto biancazzurro. La seconda, rosso acceso, riporta ai fasti degli anni Novanta, quando il Pescara in serie A batteva l’Inter a San Siro. La terza è blu con righe biancazzurre a sinistra e colletto biancazzurro. Abbandonata dunque la maglia gialla che non era ben vista dai tifosi. La indosseranno solo i portieri.

Ma le maglie sono passate in secondo piano grazie allo spirito d’iniziativa della società e del Comune abruzzese. In accordo con i negozianti, tutti gli esercizi commerciali del centro sono rimasti aperti fino a tarda notte e hanno colorato le proprie vetrine di biancazzurro, ospitando i calciatori per foto e autografi con i tifosi. Il tutto accompagnato dal motto “Il Pescara è di chi lo vive“.

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E poi la presentazione con tanto di sfilata dei calciatori, dai più importanti e acclamati dal pubblico – Pelizzoli, Capuano, Nielsen, Bjarnason, Sforzini – ai nuovi arrivati più giovani – Zuparic, Ragusa, Fornito. Assenti gli under 21 Pigliacelli, Viviani, Frascatore, Piscitella e Politano.

Nota particolare per il fiore all’occhiello della campagna acquisti del Pescara, Aniello Cutolo. La sua salita sul palco è stata accompagnata dal coro “Chi non salta è veronese” da parte dei tifosi, memori di quell’esultanza contro Mandorlini ai tempi del Padova. Il Verona, nemico giurato dei pescaresi e di Cutolo, che ha accennato ad un saltello infiammando la piazza.

Nota a margine, in negativo, per la società. Bellissima la serata, ma il trattamento che è stato riservato a Cascione è – per usare un eufemismo – discutibile. Il centrocampista ha manifestato qualche tempo fa la voglia di cercare una squadra di categoria superiore e il presidente Sebastiani non l’ha mandata giù e si è vendicato. Anche se ormai fuori rosa, Cascione sale sul palco (a differenza di altri giocatori ai margini come Terlizzi e Jonathas) e si becca gli insulti e i fischi del pubblico. Una scena che si poteva evitare.

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L’artefice del rinato entusiasmo pescarese è comunque Pasquale Marino. L’ex allenatore del Catania ha ridato alla squadra una fisionomia e un’idea di gioco, trasformando nello spirito alcuni dei giocatori che più avevano deluso lo scorso anno. E quel modulo che in serie B fa tornare alla mente tanti bei ricordi, si è dimostrato nelle prime uscite ben più solido di quello di Zeman. E a Pescara potrebbe arrivare un pupillo di Marino che catapulterebbe i biancazzurri tra le favorite per la vittoria del campionato: Beppe Mascara. Sogna Delfino sogna.

 

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