Sunday , 14 July 2024

Serie A, il pagellone: i migliori e i peggiori del campionato

E’ terminato da pochi giorni un campionato, quello 2012-2013, pieno di polemiche e dai contenuti calcistici mediocri e poco spettacolari. Una stagione che ha visto il dominio incondizionato della Juventus di Conte, che ha bissato il successo dello scorso anno. Campionato quanto mai livellato, visto che i verdetti sono stati emessi tutti nelle ultime giornate: la Champions del Milan soffiata alla Fiorentina, l’Europa League dell’Udinese tolta di prepotenza a Roma e Lazio, in attesa della finale di Coppa Italia. La salvezza del Genoa e la drammatica retrocessione del Palermo. Andiamo allora a sciorinare un po’ di numeri e a dare qualche voto alle venti squadre di serie A.

JUVENTUS, voto 9: una squadra che ha subito un contraccolpo psicologico (neanche troppo pesante, a dir la verità) soltanto dopo la clamorosa sconfitta interna con l’Inter. Poi più nulla. Le cinque sconfitte totalizzate non sono nulla in confronto alle 27 vittorie che hanno regalato il titolo ai bianconeri. Uomo chiave, ancora una volta, Antonio Conte. Che ha saputo cambiare quando c’era da cambiare, ha saputo sfruttare le qualità dei suoi uomini migliori – Vidal e Pogba – proteggendo quelli più in difficoltà (Giovinco). Unica pecca, il mercato di gennaio. L’arrivo di Anelka non ha dato frutti ma non ha intaccato la supremazia juventina a livello nazionale. In Europa non si poteva fare di più contro lo strapotere bavarese. Stagione chiusa con 87 punti, 71 gol fatti e 24 subiti. Schiacciasassi.

NAPOLI, voto 7: il voto è basso, qualcuno potrà pensare. Sì, per una squadra che fino a poche giornate dalla fine credeva allo scudetto e che si è comunque qualificata con largo anticipo per la prossima Champions, è basso. Ma quanto fatto vedere dal Napoli in Europa League quest’anno, sia dal punto di vista tecnico che mentale, è ingiustificabile. I partenopei hanno sempre sentito la competizione del giovedì come un peso e non hanno fatto altro che rimediare magre figure in giro per l’Europa. Per quanto riguarda il campionato, con un Cavani così era difficile non arrivare secondi. L’uruguaiano, 29 reti, ha permesso agli azzurri di aggiudicarsi l’oscar di miglior attacco del campionato con 73 gol. Il matador è stato ottimamente supportato dal solito Hamsik, da Pandev, e anche – finalmente – da un giovanotto di nome Lorenzo Insigne, autore di 5 gol, svariati assist e tante belle giocate. Non-più-sorpresa.

MILAN, voto 7: non siamo qui per discutere se la Champions dei rossoneri sia meritata o meno. Forse per la rimonta attuata da gennaio sì. Quel che è certo è che Allegri e Galliani si aggiudicano per distacco la palma d’oro del mercato di gennaio: Mario Balotelli con i suoi rigori e le sue giocate ha deciso da solo il terzo posto. Già perché dopo il crollo di El Shaarawy non era facile gestire il reparto attaccanti, ma l’arrivo di SuperMario ha facilitato il tecnico. Non c’è lui? Pronto Pazzini, altro acquisto azzeccato. Se Mario ha chiuso con 12 gol in 5 mesi, il Pazzo giocando meno ne ha realizzati 15. Allegri ha saputo gestire una situazione non facile, quella di inizio stagione. E’ stato bravo a non perdere la calma e i risultati – seppur in maniera a volte fortunata – gli hanno dato ragione. Remuntada.

LEGGI ANCHE  Serie A: DIRETTA Napoli-Palermo 3-3

FIORENTINA, voto 10: tutto perfetto. O quasi. Il sogno sarebbe stato la Champions. Ma l’Europa League è l’esatta conseguenza del campionato disputato dai viola. Che se non avessero perso ingiustamente quella partita del Franchi contro la Roma, starebbero ancora festeggiando i preliminari della Coppa dalle grandi orecchie. Voto 10 alla dirigenza per il mercato e per la scelta del tecnico. Voto 10 a Montella per la filosofia di gioco che è riuscito ad inculcare alla squadra in pochi mesi, mantenendola costante per tutto il campionato. Voto 10 ai giocatori, che non hanno mai mollato e ci hanno creduto fino alla fine, nessuno ha mai remato contro. Tutti dalla stessa parte. Il migliore? Per distacco Borja Valero. La sua fantasia e il suo passo felpato hanno fatto innamorare i tifosi. Keep calm, and pass to Borja.

UDINESE, voto 9: ancora una volta loro, i friulani di Guidolin. In maniera travolgente hanno raggiunto l’Europa dopo una stagione fatta di stenti e passata tra il settimo e l’ottavo posto. Lo sprint finale con record di vittorie consecutive ha permesso a Guidolin di festeggiare ancora, a Di Natale di regalarci ancora perle preziose da almanacco del calcio. All’Udinese va solo un grazie, con la promessa di onorare in maniera più dignitosa l’Europa League della prossima stagione.

ROMA, voto 5: l’unica soddisfazione giallorossa è aver terminato la stagione davanti alla Lazio. Baldini e Sabatini hanno voluto la bicicletta, Zeman, ma non hanno saputo pedalare. Il Boemo è legato ai risultati, certo, e quelli non sono arrivati. Ma la squadra non è stata costruita per far esplodere zemanlandia. Poi il caro Zdenek ci ha messo del suo per guadagnarsi l’esonero, basta pensare ai casi De Rossi e Stekelenburg. Unica ancora di salvezza è la Coppa Italia, per poi congedare Andreazzoli e ricostruire ancora. Rometta.

LAZIO, voto 6,5: di stima, soprattutto per Petkovic. Il tecnico biancoceleste ha saputo trasformare una squadra che era praticamente la stessa dello scorso anno, tirando fuori il meglio da giocatori magari un po’ delusi per il poco spazio come Kozak e Floccari. Libor ha tirato la carretta in Europa League, Floccari si è tolto qualche soddisfazione in campionato vista la lunga assenza di Klose. Il settimo posto non paga e i biancocelesti devono agguantare la Coppa Italia se vogliono giocarsi l’Europa. Tra l’altro, è l’unica squadra italiana che pensava seriamente di poter arrivare in fondo alla competizione. Soltanto per questo, chapeau.

CATANIA, voto 9: non c’è squadra in Italia che faccia rendere al meglio qualunque tecnico si sieda su quella panchina. Il Catania di Maran – su cui in tanti non avrebbero scommesso 1 euro – chiude con uno storico ottavo posto (davanti all’Inter) e con il record di punti, un altro, dopo quello di Montella. Una compagine poco modificata rispetto allo scorso anno, ma ben più solida e implacabile soprattutto tra le mura amiche. Meraviglia.

LEGGI ANCHE  Serie A: DIRETTA Lazio-Torino 2-1

INTER, voto 2: stagione semplicamente disastrosa. Poco conta che a dicembre i nerazzurri erano secondi dopo aver battuto la Juve. Anzi, forse conta di più. Perché i conti si fanno alla fine, e alla fine l’Inter ha chiuso nona in classifica, fuori dall’Europa dopo 14 anni, con 16 sconfitte (record dal 1947), 55 gol fatti e 57 subiti. Roba da bassa classifica. Da resettare.

PARMA, voto 6,5: una stagione tranquilla per i crociati. Fatta di alti e bassi, ma tranquilla e chiusa a 49 punti. L’errore di mercato di Pabon è stato compensato dall’esplosione di Valdes, dalla buona vena di Amauri e dall’altalenante Belfodil, che comunque qualcosa di buono ha fatto vedere. Squadra solida il Parma, orchestrata in modo efficace da Donadoni. E’ pronto per una grande?

CAGLIARI, voto 6: le difficoltà societarie e la questione dello stadio avrebbero affossato psicologicamente altre squadre. Ma non il Cagliari di Cellino. Che si è affidato a una delle vecchie bandiere – Diego Lopez – e all’esperienza di Pulga per salvare la propria squadra. Sau la scommessa vinta, Pinilla la provvidenza. Conti e Nainggolan le certezze.

CHIEVO, voto 6: è il solito Chievo. Tra l’altro, il Chievo di Corini. Da giocatore a tecnico, l’ex centrocampista ha trascinato la propria squadra ad una salvezza tranquilla, facendo esplodere un giocatore come Thereau, 11 gol in campionato (come Hernanes e Hamsik, due meno di Jovetic). Solidità.

BOLOGNA, voto 6,5: meritava il cinque per le ultime arrendevoli gare di campionato, una brutta macchia. Su tutte, il 6-0 subito dalla Lazio che ha permesso a Klose di realizzare un pokerissimo. Ma per il gioco espresso forse meriterebbe anche qualcosa in più. Pioli si è dimostrato un ottimo allenatore, un ottimo tattico e motivatore. Far correre Diamanti in quel modo e far rendere alla grande anche uno pseudo sconosciuto come Lazaros Christodoulopoulos, non è da tutti.

SAMPDORIA, voto 6: la scelta di Ferrara non si è rivelata giusta. Il tecnico napoletano è sì adatto alla costruzione di un progetto, ma forse non troppo bravo a motivare giocatori che devono lottare per la salvezza. Molto meglio Rossi, il buon Delio che però si è fatto ancora riconoscere per un’indole provocatoria che lo aveva mandato via da Firenze. Poli e Palombo ritrovati, Icardi in rampa di lancio (nerazzurra). Oculatezza=salvezza.

ATALANTA, voto 6: 40 punti tondi tondi. Colantuono con il minimo sforzo raggiunge il massimo risultato e mantiene l’Atalanta in A. L’esperienza di Denis, la definitiva esplosione di Bonaventura, la scommessa – in parte vinta – Livaja e alcuni acquisti ‘da salvezza’ come Giorgi. Queste le armi che hanno permesso ai bergamaschi di ‘sperare’ di tornare a giocare un derby col Brescia (ai playoff di B) l’anno prossimo.

LEGGI ANCHE  Serie A: DIRETTA Inter-Milan 0-0

TORINO, voto 5,5: Ventura è sinonimo di qualità. Forse però ci si aspettava una salvezza più tranquilla per il Toro, che si è specchiato nell’ultimo periodo. La mano di Ventura si è vista soprattutto nel gioco e nella rinascita di giocatori come Cerci e Barreto. Involuzione di Angelo Ogbonna, che non appare ancora pronto per una grande squadra. Fortuna per il Toro, che la quota salvezza si è fermata a 39 punti. Amante del brivido.

GENOA, voto 5: con un Immobile in canna, supportato da Borriello, con un Kucka – cercato dalle grandi – a centrocampo, ci si aspettava molto di più dal Genoa di Preziosi, che invece si è salvato per il rotto della cuffia con 38 punti. Il mercato di gennaio è stato come al solito rivoluzionario, ma non ha portato i frutti sperati: Floro Flores e Matuzalem non hanno inciso. Un po’ meglio è andata a Marco Rigoni, autore di un gol pesantissimo contro la Lazio. Alla fine Ballardini ha portato la pagnotta a casa dopo tanti cambi di panchina: De Canio sostituito da Del Neri, a sua volta rilevato da Ballardini. Al foto-finish.

PALERMO, voto 4: delusione totale per Zamparini, che quest’anno è stato più zampariniano del solito, silurando il promettente Sannino dopo tre giornate. Gasperini non ha sortito l’effetto sperato, Malesani peggio che mai, del Gasperini-bis meglio non parlare. Il Sannino-bis di questi ultimi mesi sembrava far sperare i tifosi, ma il brusco risveglio è arrivato a Firenze dopo l’1-0 subito dalla Fiorentina. Poco sensato il mercato di gennaio, che ha portato a Palermo tanti stranieri che non hanno inciso. L’addio di Miccoli renderà più dura la serie B. Unica nota ‘positiva’: i rosanero hanno subito meno gol dell’Inter, 54.

SIENA, voto 4,5: i sei punti di penalizzazione hanno ovviamente influito sulla retrocessione del Siena. Ma lo spirito non è stato mai quello giusto, da inizio campionato. Prova ne è l’esonero di Serse Cosmi e l’ingaggio di Beppe Iachini. Con lui, i bianconeri stavano risalendo la classifica, ma hanno poi mollato totalmente nelle ultime giornate. Neanche la sfida dello sgambetto al Milan ha risvegliato il Siena, che dopo aver tenuto per quasi tutta la gara, ha spostato l’interruttore su off consentendo la rimonta rossonera. Ma Emeghara in B farà sognare.

PESCARA, voto 3: una delle peggiori squadre che la massima serie italiana abbia mai visto. Senza gioco, senza idee, senza un progetto, senza un allenatore degno di questo nome. Stroppa, Bergodi, Bucchi, inesperti, debuttanti o quasi. Squadra di stranieri e giovani troppo poco scaltri per affrontare un campionato che non perdona, seppur mediocre. Due punti nel girone di ritorno a fronte dei 20 dell’andata. Maggior numero di sconfitte (28) della storia della serie A, 84 gol subiti e soltanto 27 realizzati. Numeri terririficanti, numeri da B. Senza ritegno.

Seguici su Facebook e su Telegram

About DanieleSidonio