Under 21, vendetta fallita: la Spagna è troppo forte

Non ce l’ha fatta l’Under 21 di Mangia a sfatare il tabù e a vendicare l’Europeo prandelliano del 2012. La Spagna si conferma troppo forte anche a livello giovanile e batte 4-2 i nostri azzurrini nella finale di Gerusalemme.

Troppo divario tecnico e di esperienza tra le due compagini. C’è chi, come Alcantara, gioca e vince Champions e campionati con il Barcellona e chi, come Gabbiadini e Insigne, fatica a trovare spazio nel massimo campionato italiano. C’è chi, come Morata, segna ed esulta al Santiago Bernabeu e chi, come Ciro Immobile, fa un anno di panchina a Genova.

Differenze culturali, di mentalità che pesano in partite del genere. C’è chi, come Montoya, cresce nel Barcellona e diventa l’erede di Dani Alves e chi, come Donati, è costretto a trasferirsi a Leverkusen per giocare in un campionato di livello. Si potrebbe allungare la lista del ‘trova le differenze’ tra noi e loro. Ma preferiamo fermarci qui e analizzare la partita.

Le furie rosse partono forte e vanno in gol dopo 6′ con capitan Alcantara. Ma l’Italia è viva e risponde al minuto undici: lancio al bacio di Bianchetti per Immobile che si ricorda dell’anno passato a Pescara e sfodera un pallonetto da brividi. E’ 1-1. Come a dire: “Ci siamo anche noi”.

Ma la svolta, in negativo per gli Azzurrini, arriva poco dopo. Florenzi lanciato a rete – la Spagna soffre terribilmente i lanci a scavalcare – salta Bartra con un lob e scarica in porta col sinistro. De Gea è bravo e fortunato. Qualche istante più in là, il 2-1 iberico ancora con Thiago.

Il 3-1 arriva su calcio di rigore a causa di un intervento scomposto di Donati – eroe fino a quel momento del torneo azzurro – sul mostruoso Tello. Alcantara batte centrale, Bardi ci casca e si tuffa. Palla in rete e doppio vantaggio alla fine del primo tempo.

Difficile rimontare. Soprattutto se di fronte a te ci sono avversari che fanno dell’accademico possesso palla – il famoso tiki-taka – il proprio vanto. La Spagna dei giovani si riflette in quella dei grandi e gioca da manuale, affonda quando l’Italia si scopre e trova il 4-1 ancora su rigore con Isco, un altro che ha fatto mirabilie in Champions quest’anno. Finita qui, ma gli azzurrini con un raptus d’orgoglio trovano la lucidità per infilare la difesa iberica e trovare con un destro esterno di Borini il gol del 4-2. Poco cambia, a fine partita sono lacrime e applausi per un avversario più forte.

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