Saturday , 31 October 2020

Chievo-Inter 0-2: la vittoria della ‘vecchia’ Inter

Tre punti, finalmente. Sono quelli che contano, in situazioni del genere. Sono quelli che contano in questo momento per l’Inter, dopo nove gare senza vincere, segnando pochi gol e subendone tanti.

Col Chievo è stato ribaltato questo terribile filotto: vittoria in trasferta, segnando due gol e subendone nessuno. Rischiando qualcosa di troppo, questo è vero, ma la palla alla fine non è entrata nella porta di Julio Cesar. Per una volta, Ranieri non sbaglia formazione: tiene in panchina le delusioni delle ultime uscite, Pazzini e Cambiasso, inserendo Stankovic e Poli in mediana.

Il serbo si rivela come al solito importante in copertura. Avrebbe anche il piede caldo per un gol dei suoi, ma i tiri da fuori che effettua non vanno mai a buon fine. L’altro, Andrea Poli, non è una sorpresa. Furia leonina in mezzo al campo, corre e si sbatte per tutta la linea mediana, ma allo stesso tempo garantisce qualità in fase di impostazione.

L’Inter, cosa rara da vedere nelle ultime uscite, ha fatto la partita, non l’ha subita. Ha cercato, pur con qualche limite (lentezza nella manovra, poche verticalizzazioni), di mettere alle corde il Chievo e per larghi tratti ci è riuscita. Fortuna audaces iuvat, diceva un vecchio detto.

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Peccato la fortuna si ricordi di aiutare l’audace Inter messa in campo da Ranieri solo al minuto 86, quando un corner di un redivivo Sneijder (Ranieri a fine partita: “Non l’ho mai visto giocare così da quando ci sono io”) piazza sul testone pelato di Samuel il pallone che vale l’1-0. Partita comunque aperta e finale di sofferenza? No.

Perché al minuto 89, in contropiede, Maicon serve sulla fascia un ragazzino di 38 anni, Javier Zanetti, che piazza sulla zucca di Milito, che fino a quel momento avrebbe meritato  una tiratina d’orecchie, il pallone che vale il 2-0 e chiude la partita. Il cross del capitano è pura poesia, il colpo di testa di Milito è come la lama di un coltello che si infila nella difesa del Chievo, dura a morire per tutti i novanta minuti.

La gioia di Milito, reo di aver fallito un rigore dopo un quarto d’ora di gioco, quella di Ranieri che quasi scoppia in lacrime come a dire: “Non ci credo, abbiamo vinto per davvero”, quella dei ‘vecchietti’ nerazzurri che trascinano la centoquattrenne Beneamata ad una vittoria voluta, cercata e meritata.

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